9.1.09

Pari diritti

"Noi dovremmo ampliare la rappresentazione della Palestina in senso geografico e demografico compiendo una narrazione storica degli avvenimenti del 1948, e richiedere pari diritti umani e civili per tutte le persone che vivono, o un tempo vivevano, in quelli che oggi sono Israele e i Territori Palestinesi Occupati."

Tratto da un interessantissimo intervento dello storico israeliano Ilan Pappé, docente all'Università di Exeter.

L'articolo completo in italiano si trova su Carmilla on line.

Verità per Niki


Vi segnalo che nel blog dell'incarcerato trovate il testo di una mail con cui chiediamo che la storia di Niki Aprile Gatti venga trattata ed approfondita nella trasmissione Anno Zero di Santoro.

Al di là della storia tragica ed oscura di Niki, che si può leggere nel blog aperto dalla madre Ornella (http://nikiaprilegatti.blogspot.com/), trovo che sia una battaglia molto importante perché

  • siamo stufi della debolezza di un sistema giudiziario costantemente demonizzato e mutilato dai legislatori (spesso collusi con le organizzazioni criminali);
  • siamo preoccupati di quanto la nostra vita (ed ancora più quella dei giovani, dei nostri ragazzi) possa non avere alcun valore, alcuna garanzia;
  • siamo disgustati del fatto che in uno stato di diritto tanti delitti siano rimasti senza verità, tante giovani vite possano essere state spezzate impunemente: Fausto e Iaio, Federico Aldrovandi, Carlo Giuliani, Zibecchi, Giorgiana Masi, Francesco Lorusso (cito solo i primi che mi vengono in mente, ma le vite dei tanti altri che non nomino non erano meno importanti, non erano meno degne di avere un futuro).
 Perciò, chiedo a tutti voi che mi leggete di fare vostro questo appello, perché almeno questa storia possa trovare verità, perché questa madre possa vedere cancellato il marchio infamante sulla memoria del figlio, perché si possa scoperchiare il verminaio che si nasconde sotto questa ennesima montatura.

Convivere con chi?

Rispondo qui ad un post che l'amico Pablo ha pubblicato nel blog "La tana del lupo":

Ma chi sono i Cattivi di Hamas? 

di cui consiglio la lettura integrale, ma che sintetizzo qui sotto, tagliando barbaramente.
(...)
Il pensiero unico su Hamas non lascia dubbi o scampo: si tratta, secondo i politici e i media mainstream, ma anche secondo molti altri osservatori, di una organizzazione estremista, terrorista, integralisti legati a doppio filo all'Iran, e che propugna la distruzione totale di Israele e di "ogni ebreo ". (...) Inoltre avrebbero fatto un colpo di Stato (...) contro i "buoni" di Al Fatah.(...)
Ora, io (...) tendo un po' a diffidare del pensiero unico semplificatore, anche perché alcune cose sono palesemente false.
In particolare dove si fa credere che Hamas abbia fatto un colpo di Stato, quando è noto che Hamas aveva vinto in modo inequivocabile le elezioni, prendendo percentuali di voto che arrivavano al 70%. Però è stato tenuto fuori dal Governo e con la forza.(...)
Non mi risulta poi che Hamas voglia la distruzione di Israele e di "ogni ebreo" anche se non escludo, anzi ritengo probabile, che vi siano degli estremisti al suo interno che propagandano tale obiettivo. E' anche vero che la destra israeliana (che assomma almeno ad un quarto del parlamento Israeliano) propone esattamente la stessa cosa: la cacciata di ogni arabo, compresi quelli già all'interno di Israele, e la riduzione di tutti i "gentili" (ovvero i non ebrei) a cittadini di rango inferiore.(...)




Caro Pablo, per fortuna i blogger qui da noi stanno facendo un preziosissimo lavoro, traducendo e diffondendo articoli dalla stampa estera, testimonianze, riflessioni, punti di vista alternativi ai media di regime.
Solo che si pone il solito problema, il solito iato tra chi si informa attivamente, con tutti gli strumenti che offre oggi internet, e chi invece è passivo. Passività che va oltre il problema della conoscenza nel senso più ampio, ed attraverso la consapevolezza investe la cultura e la vita pratica di ciascuno e ciascuna.

Le elezioni che Hamas ha stravinto sono state convalidate dagli osservatori internazionali, e sono state molto più democratiche di quelle che si svolgono in alcuni paesi africani o asiatici, o in Russia, tanto più se consideriamo che si sono svolte in un paese in guerra, oppresso da un invasore straniero, dove la gente non è libera di muoversi.

Chi sbandiera la storia che Hamas vuole la distruzione d'Israele sta facendo dell'informazione manipolata in malafede.
Nella nostra sonnacchiosa Italia, nel cui territorio nessun paese straniero fa raid aerei, sgancia missili in mezzo ai mercati, crea posti di blocco che costringono ad ore di cammino chi fa semplicemente 4 km per andare al lavoro, qui nella ricca città del Nordest in cui vivo, la gente vorrebbe rinchiudere gli immigrati in lager e rimandare i Meridionali nelle regioni d'origine. Qui le squadracce di skinheads vanno in giro per il centro a massacrare chi non sta loro simpatico (l'ultima bravata circa un settimana fa). Quale modello di serena convivenza abbiamo da proporre alla Palestina?
Se sei stato in Israele, sai bene che la legislazione discriminatoria proposta in parlamento dalla destra esiste già di fatto nella società israeliana: prima ci sono gli Ashkenaziti, poi i Sefarditi; i neri Falasha sono considerati poco più che delle bestie, poco più degli Ebrei palestinesi; sotto ancora ci sono i Palestinesi di altre religioni.

Infine, è chiaro che il governo di Israele e gli USA hanno favorito in modi diretti ed indiretti la vittoria politica di Hamas, per poter dire a cuor leggero, all'indomani delle elezioni: "Non si può trattare coi terroristi".
E invece, con buona pace di tutti questi signori, se si cerca una pacificazione si dovrà trattare proprio con loro.
Rimane solo da capire fino a quando mantenere una guerra in quella regione del mondo sarà conveniente a certi gruppi di potere.

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P.S.: come spesso accade, una parola definitiva la trovo da lui, il Numero 1.

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7.1.09

La legge è uguale per tutti gli altri

Ieri sono andato ad ascoltare un concerto di musica sacra presso una chiesa cattolica di Verona. Il concerto doveva svolgersi in coda ad una messa serale, perciò, per non prendere troppo freddo, mi sono già rifugiato nella chiesa poco prima della benedizione finale, mentre il parroco stava accingendosi a dare un avviso.
Questo:
"Come sapete, in questa strada c'è divieto di sosta. Ora, io sono andato dal capo dei vigili, per parlargli. Lui ha detto che non lo può levare. Mi ha assicurato però che ordinerà ai suoi vigili di passare altrove durante le funzioni."

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Avrei voluto applaudire il rigore, la coerenza egualitaria, l'aderenza cristiana al suo Vangelo che dice:
"Egli ha operato potentemente con il suo braccio; ha disperso quelli che erano superbi nel loro cuore; ha detronizzato i potenti, ed ha innalzato gli umili; ha colmato di beni gli affamati e ha rimandato a mani vuote i ricchi".

Avrei voluto applaudire questa arrogante maggioranza che crea a proprio piacimenti le leggi per la convivenza sociale... e poi le impone agli altri!

Update: una mia lettrice, presente nella cricostanza che ho raccontato, mi ha aggiornato sulla fine del sermoncino, che evidentemente per disgusto avevo smesso di ascoltare: il ministro di culto lamentava il fatto che nonostante lui avesse comunicato gli orari di tutte le messe le multe erano riapparse e raccomandava ai parrocchiani di non fidarsi.
Così, con un sospiro di sollievo, cancello qui sopra il rabbuffo contro il dirigente dei vigili.

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Utile

"Incapace di distruggere Hamas, Israele ora sta considerando l’idea di vivere a fianco del gruppo armato.
Hamas ha dimostrato di poter imporre il suo predominio su Gaza come fece una volta Arafat su entrambi i territori occupati. Il problema in discussione nel governo israeliano e nella stanza dei bottoni della guerra è se, come Arafat, Hamas può essere colluso con l’occupazione. Si è dimostrato forte, ma può rendersi utile anche ad Israele?"
Tratto da un interessante articolo di  Jonathan Cook.
Il testo completo lo potete trovare su Fantapolitik.