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27.3.09

Padroni della nostra vita

Se disporre della vita umana fosse una prerogativa peculiare dell’Onnipotente, allora per gli uomini sarebbe ugualmente criminoso salvare o preservare la vita. Se cerco di scansare un sasso che mi cade sulla testa, disturbo il corso della natura, prolungando la mia vita oltre il periodo che, in base alle leggi generali della materia e del moto, le era assegnato. Se la mia vita non fosse del tutto mia, sarebbe delittuoso sia porla in pericolo sia disporne!

(David Hume)

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4.3.09

Lasciate che i bimbi vengano a me

Vi somministro un lungo post che ho trovato molto interessante, con l'aggiunta solo di un paio di mie chiose.


dire, fare, baciare, lettera, testamento: "padre", non sento, non vedo, non parlo

QUELLI DELLE JENE hanno mandato in giro una donna a chiedere consiglio a vari preti sul fatto che il suo bambino piccolo era stato molestato sessualmente dal parroco.
La risposta di 5 preti su 6 è stata di tacere, evitare lo scandalo, non denunciare alla polizia, rivolgersi all'autorità ecclesiastica. Cercare di riportare sulla retta via il figliol prodigo. Addirittura citando San Paolo.
I preti hanno parlato di perdono, di siamo tutti peccatori, sostanzialmente minimizzando l'entità della colpa del prete immaginario.
Lo stesso don Mazzi, intervistato sulla questione ha detto che lui non si rivolgerebbe alla polizia, perché il carcere peggiora comunque le persone e che in due casi simili è riuscito a convincere i preti molestatori a rinchiudersi in un convento di clausura.
Viene da chiedersi se don Mazzi è a conoscenza di altri molestatori che invece non è riuscito a convincere ad andare in clausura e che sono ancora in giro a piede libero a molestare i bambini.
La cosa è ancor più stupefacente visto che tutti gli intervistati hanno ammesso che per una simile colpa la pena inflitta dal clero non sarebbe stata l'espulsione o altro ma una ramanzina e il trasferimento.
E' da notare che l'unico prete che ha consigliato alla madre di denunciare il pedofilo era un giovane. Il che è un ottimo segno. Significa che anche nel clero si sta infiltrando il senso delle parole di Gesù.
Dategli qualche anno e vedrete che anche in Vaticano arriveranno persone che hanno percepito il senso del Vangelo. Non solo i divieti e le eccezioni ai divieti.

Quelli che ho sentito fare nell'inchiesta delle Jene sono discorsi vergognosi dal mio punto di vista, che mostrano che la Chiesa Cattolica è dominata dal gruppo di potere della casta dei preti, che hanno come primo obiettivo proteggere la casta stessa.

E' proprio il potere la chiave della loro intoccabilità. Il clero cattolico romano rivendica il dominio sulle anime, sulle menti e perfino sui corpi (come nei casi di aborto, di stupro, di alimentazione forzata del malato, anche non consenziente: do you remember Piergiorgio Welby?) e con ciò automaticamente si pone su un piano più elevato dei semplici fedeli (e questo passi pure: ognuno è libero di scegliersi la propria gogna) ma anche di quelli che con la zuppa cattolica non c'entrano: non credenti ed appartenenti ad altre religioni.
Io davvero vorrei capire in che modo la sua influenza può condizionare la politica e la società in forma così pervasiva.
Da parte della classe politica, forse si tratta di pura convenienza. Ma da parte della gente?

E questo è stato dimostrato da decine di processi in Usa che hanno pesantemente colpito le casse del clero cattolico con condanne severe per danni.
(In Italia aspettiamo ancora una legge sulle cause collettive..)
Il ragionamento secondo cui denunciare un prete pedofilo è sbagliato perché ne nasce uno scandalo e lui finisce in galera è assurdo. Miglioriamo le galere, certo, ma i pedofili devono essere rinchiusi e messi nell'impossibilità di nuocere ad altri bambini.

Sulla questione dei preti pedofili, vi segnalo un sito giornalistico molto informato: Il Dialogo.

Invece il clero si è raramente e fiaccamente adoperato negli anni per la realizzazione di un sistema carcerario umano. Anzi dobbiamo alla cultura dell'Inquisizione se le nostre carceri sono vergognose.
La logica del clero italiano è sempre stata punitiva al massimo. Tant'è che i carceri del mondo più umani sono in paesi che hanno rifiutato la logica cattolica del dolore, come i paesi scandinavi.
E attenzione: c'è un filo che lega brutalità carceraria, disinformazione sessuale, sessuofobia, paura del nudo, cultura dello stupro.
Il nostro clero è intimamente legato a canoni mentali orrendi e devastanti. E non a caso i cattolici italiani hanno resistito fino al 1996 alla modifica della legge sullo stupro. Grazie anche all'ideologia maschilista del papato fino al 1996 lo stupro era considerato non un reato contro la persona ma contro la morale, con pene irrisorie. Il peccato MORALE cancellava la violenza privata e il sequestro di persona insiti nello stupro... E ancora oggi stupri una donna e poi ti danno gli arresti domiciliari.

Su questo, mi permetto di far notare che gli arresti domiciliari, in ossequio alla legge, sono stati assegnati recentemente a persone effettivamente accusate di violenza sessuale, ma ancora in attesa di processo e ritenute non in grado di inquinare le prove.
Si dovrebbe accelerare i processi e giungere rapidamente ad una sentenza definitiva, invece che condannare le persone in attesa di giudizio.
Fino a prova contraria, c'è per tutti, TUTTI, secondo la legge, la presunzione d'innocenza. Questo principio, di altissimo valore civile, deve essere un baluardo invalicabile dalla vendetta della società.
Update 6/3/09
È di ieri la conferma che non vi sarebbe alcun elemento a carico di Alexandru Isztoika Loyos e Karol Racz, i due romeni arrestati con l’accusa di aver stuprato una ragazzina di 14 anni al parco romano della Caffarella. Né il DNA sui mozziconi delle sigarette fumate dai violentatori né quello sui fazzolettini usati dopo l’aggressione corrisponde a quello dei due indagati; non sono compatibili inoltre i frammenti di DNA trovati sulle impronte rilevate sulle schede telefoniche, rimosse dagli stupratori dai telefonini delle due giovani vittime; non corrispondono infine l’identikit e le descrizioni degli stupratori rilasciate dalla vittima, secondo la quale gli aggressori avrebbero addirittura parlato italiano, con un leggero accento straniero. Inoltre, la donna violentata recentemente nel quartiere di Primavalle, che secondo i mezzi d'informazione avrebbe riconosciuto nel Racz il suo aguzzino, ieri sera, durante la trasmissione televisiva "Anno Zero", ha dichiarato di non essere sicura dell'identificazione.
Questa notizia stamattina non è stata data da alcun telegiornale nazionale. Ed i due uomini, per quello che ne so, non sono ancora stati rilasciati.

E non a caso tra le chiese cristiane è quella cattolica quella dove si sono rifugiati il maggior numero di pedofili. In quale altro posto trovano una protezione più potente?
Vorrei vedere se si chiedesse a don Mazzi se è giusto denunciare uno che prende a bastonate un prete. Ovvio che la risposta sarebbe che si deve denunciarlo... perché è un atto violento. E qui sta il problema, la logica doppia sul peccato che ancora nutre il clero cattolico.
MOLESTARE UN BAMBINO È MENO GRAVE CHE PICCHIARE UN PRETE.
Eppure sappiamo che i danni dello stupro sono altrettanto gravi e duraturi di quelli di un pestaggio.
Ma evidentemente questi religiosi non la pensano così. Uno stupro è meno grave. O forse non considerano approfittare di un bambino e mettergli le mani addosso uno stupro. Tradizione antica che nasce dalla cultura dell'acquisto del perdono che diede origine alla scissione tra cattolici e protestanti.
Cari cattolici. Io rispetto la vostra fede ma dovreste fare qualche cosa per svecchiare questa gerontocrazia che governa la Chiesa e che infanga il buon nome di Dio...
(Abbiamo tutti un po' lo stesso problema... Ognuno spera che arrivi un Obama anche per lui....)

E per capire da dove viene l'ipocrisia blasfema maggioritaria nel clero può essere utile oggi leggere il testo originale che stabiliva i prezzi delle INDULGENZE. Cioè si poteva pagare per espiare un peccato. Incredibile l'idea di pagare denaro per andare in Paradiso, e allucinante la scala di valori che venne usata per stabilire il costo del perdono a seconda dei peccati commessi. Stuprare un bambino era considerato un reato minore (!!!!), costava molto di più diventare prete essendo ciechi da un occhio. Lo so che e' assurdo ma questo aveva stabilito il Papa. Non voleva preti guerci a meno che non fossero disposti a pagarlo profumatamente. Stuprare una donna era considerata una colpa solo leggermente più grave dello stupro di un bambino. Uccidere era molto più grave ma ce la si cavava con una spesa ragionevole. Quel che costava una vera fortuna era ottenere il perdono dopo aver ammazzato un vescovo. Ed e' da notare che si poteva persino pagare in anticipo per ottenere il perdono preventivo per uno o più ammazzamenti. Fu questo testo che fece incazzare Martin Lutero e provoco' la nascita del movimento Protestante. Gente che ha una tanticchia di rispetto in più per la Parola di Dio. I preti protestanti si sposano, fanno sesso e ovviamente sono molto meno impestati da pedofili e stupratori.

Caro Papa, cari Vescovi, Arcivescovi e Cardinali, inginocchiatevi e chiedete perdono a Dio. Se e' misericordioso come dite forse vi perdonerà. Ma dovete inginocchiarvi. SUBITO!!!

P.S.
Riportiamo qui di seguito il testo della Taxa Camarae, un elenco delle indulgenze previste per i vari peccati, con relativo tariffario:

1. L'ecclesiastico che incorresse in peccato carnale, sia con suore, sia con cugine, nipoti o figliocce, sia, infine, con un'altra qualsiasi donna, sara' assolto, mediante il pagamento di 67 libbre, 12 soldi.
2. Se l'ecclesiastico, oltre al peccato di fornicazione chiedesse d'essere assolto dal peccato contro natura o di bestialita', dovra' pagare 219 libbre, 15 soldi. Ma se avesse commesso peccato contro natura con bambini o bestie e non con una donna, paghera' solamente 131 libbre, 15 soldi.
3. Il sacerdote che deflorasse una vergine, paghera' 2 libbre, 8 soldi.
4. La religiosa che ambisse la dignita' di abbadessa dopo essersi data a uno o piu' uomini simultaneamente o successivamente, all'interno o fuori del convento, paghera' 131 libbre, 15 soldi.
5. I sacerdoti che volessero vivere in concubinato con i loro parenti, pagheranno 76 libbre, 1 soldo
6. Per ogni peccato di lussuria commesso da un laico, l'assoluzione costera' 27 libbre, 1 soldo. Per gli incesti si aggiungera' a coscienza 4 libbre.
7. La donna adultera che chieda l'assoluzione per restare libera da ogni processo e avere ampie dispense per proseguire i propri rapporti illeciti, paghera' al Papa 87 libbre, 3 soldi. In un caso analogo, il marito paghera' uguale somma; se avessero commesso incesto con i propri figli aggiungeranno a coscienza 6 libbre.
8. L'assoluzione e la sicurezza di non essere perseguiti per i crimini di rapina, furto o incendio, costera' ai colpevoli 131 libbre, 7 soldi.
9. L'assoluzione dell'assassinio semplice commesso sulla persona di un laico si stabilisce in 15 libbre, 4 soldi, 3 denari.
10. Se l'assassino avesse dato la morte a due o piu' uomini in uno stesso giorno, paghera' come se ne avesse assassinato uno solo.
11. Il marito che infliggesse maltrattamenti a sua moglie, paghera' alle casse della cancelleria 3 libbre, 4 soldi; se fosse uccisa, paghera' 17 libbre, 15 soldi, e se le avesse dato morte per sposarsi con un'altra, paghera', inoltre, 32 libbre, 9 soldi. Coloro che avessero aiutato il marito a perpetrare il crimine saranno assolti mediante il pagamento di 2 libbre a testa.
12. Chi affogasse suo figlio, paghera' 17 libbre, 15 soldi (ossia 2 libbre in piu' che per uccidere uno sconosciuto), e se a uccidere fossero il padre e la madre di comune accordo, pagheranno 27 libbre, 1 soldo per l'assoluzione.
13. La donna che distruggesse il figlio che porta nel suo ventre, e il padre che avesse contribuito alla realizzazione del crimine, pagheranno 17 libbre, 15 soldi ognuno. Colui che facilitasse l'aborto di una creatura che non fosse suo figlio, paghera' 1 libbra di meno.
14. Per l'assassinio di un fratello, una sorella, una madre o un padre, si paghera' 17 libbre, 5 soldi.
15. Colui che uccidesse un vescovo o un prelato di gerarchia superiore, paghera' 131 libbre, 14 soldi, 6 denari.
16. Se l'assassino avesse dato morte a piu' sacerdoti in varie occasioni, paghera' 137 libbre, 6 soldi, per la prima uccisione, e la meta' per quelle successive.
17. Il vescovo o abate che commettesse omicidio per imboscata, incidente o per necessita', paghera', per raggiungere l'assoluzione, 179 libbre, 14 soldi.
18. Colui che in anticipo volesse comperare l'assoluzione di ogni omicidio incidentale che potesse perpetrare in futuro, paghera' 168 libbre, 15 soldi.
19. L'eretico che si convertisse, paghera' per l'assoluzione 269 libbre. Il figlio dell'eretico arso, impiccato o giustiziato in qualsiasi altra forma potra' essere riabilitato solo mediante il pagamento di 218 libbre, 16 soldi, 9 denari.
20. L'ecclesiastico che non potendo pagare i propri debiti volesse liberarsi dall'essere processato dai creditori, consegnera' al Pontefice 17 libbre, 8 soldi, 6 denari, e gli sara' perdonato il debito.
21. Sara' concessa la licenza per installare posti di vendita di vari generi sotto i portici delle chiese, sara' concesso mediante il pagamento di 45 libbre, 19 soldi, 3 denari.
22. Il delitto di contrabbando e frode ai diritti dei principe costera' 87 libbre, 3 denari.
23. La citta' che ambisse per i suoi abitanti o per i suoi sacerdoti, frati o monache, la licenza di mangiare carne e latticini in epoche in cui e' proibito, paghera' 781 libbre, 10 soldi.
24. Il monastero che volesse variare la regola e vivere con minore astinenza di quella prescritta, paghera' 146 libbre, 5 soldi.
25. Il frate che per migliore convenienza o gusto volesse passare la vita in un eremo con una donna, consegnera' al tesoro pontificio 45 libbre, 19 soldi.
26. L'apostata vagabondo che volesse vivere senza ostacoli, paghera' uguale quantita' per l'assoluzione.
27. Uguale quantita' pagheranno i religiosi, siano questi secolari o regolari, che volessero viaggiare in abiti da laico.
28. Il figlio bastardo di un sacerdote che volesse essere preferito per succedere nella cura al padre, paghera' 27 libbre, 1 soldo.
29. Il bastardo che volesse ricevere ordini sacri e goderne i benefici, paghera' 15 libbre, 18 soldi, 6 denari.
30. Il figlio di genitori sconosciuti che voglia entrare negli ordini, paghera' al tesoro pontificio 27 libbre, 1 soldo.
31. I laici contraffatti o deformi che vogliano ricevere ordini sacri e possedere benefici, pagheranno alla cancelleria apostolica 58 libbre e 2 soldi.
32. Uguale somma paghera' il guercio dell'occhio destro, mentre il guercio dell'occhio sinistro paghera' al Papa 10 libbre, 7 soldi. Gli strabici pagheranno 45 libbre, 3 soldi.
33. Gli eunuchi che volessero entrare negli ordini, pagheranno la quantita' di 310 libbre, 15 soldi.
34. Colui che per simonia volesse acquistare uno o molti benefici, s'indirizzera' ai tesorieri del Papa, che gli venderanno il diritto a un prezzo modico.
35. Colui che per avere mancato un giuramento volesse evitare ogni persecuzione e liberarsi di ogni tipo d'infamia, paghera' al Papa 131 libbre, 15 soldi. Inoltre consegnera' 3 libbre per ognuno di coloro che erano stati garantiti.

26.2.09

Il voto

Prendo spunto da questo post di Talkin' Rapper:

Torna il nucleare.
In culo, cittadini che pensavano di aver votato in merito.
...per dire che ho capito che l'opinione della gente, e di conseguenza le elezioni, non è un affare di persone adulte, mature, responsabili.

Quando il popolo italiano si esprime, c'è sempre qualcuno (politico o pretonzolo) che gli dà il voto.
Sì, in Italia non è il popolo che dà il voto ai politici, ma viceversa. Ti dicono: "Guarda, sul nucleare, sull'aborto, sui diritti dei lavoratori, guarda che disastro: è tutto sbagliato! Che ci capisci tu di economia, di etica, di giustizia? Lascia fare a noi, cretino!"
Allora, il popolo, tutto contrito per la bocciatura, si ritira a capo chino, determinato a non fare più altre brutte figure...

24.2.09

Appello per il diritto alla libertà di cura

Rispettiamo l'Articolo 32 della Costituzione
Il Parlamento, con molti anni di ritardo e sull'onda emotiva legata alla drammatica vicenda di Eluana Englaro, si prepara a discutere e votare una legge sul testamento biologico.
Dopo quasi 15 anni di discussioni, chiediamo che il Parlamento approvi questo importantissimo provvedimento che riguarda la vita di ciascun cittadino. Il Parlamento, dove siedono i rappresentanti del popolo, deve infatti tenere conto dell'orientamento generale degli italiani.
Rivendichiamo l'indipendenza dei cittadini nella scelta delle terapie, come scritto nella Costituzione.
Rivendichiamo tale diritto per tutte le persone, per coloro che possono parlare e decidere, e anche per chi ha perso l'integrità intellettiva e non può più comunicare, ma ha lasciato precise indicazioni sulle proprie volontà.
Chiediamo che la legge sul testamento biologico rispetti il diritto di ogni persona a poter scegliere.
Chiediamo una legge che dia a chi lo vuole, e solo a chi lo vuole, la possibilità di indicare, quando si è pienamente consapevoli e informati, le terapie alle quali si vuole essere sottoposti, così come quelle che si intendono rifiutare, se un giorno si perderà la coscienza e con essa la possibilità di esprimersi.
Chiediamo una legge che anche nel nostro Paese dia le giuste regole in questa materia, ma rifiutiamo che una qualunque terapia o trattamento medico siano imposti dallo Stato contro la volontà espressa del cittadino.
Vogliamo una legge che confermi il diritto alla salute ma non il dovere alle terapie.
Vogliamo una legge di libertà, che confermi ciò che è indicato nella Costituzione. 


Si firma qui

21.2.09

Una particolare concezione della vita

Ritorna, di tanto in tanto, morto vivente, la domanda: quale concezione della vita ha la nostra società? Quale il potere politico?
Il cattolicesimo, che oggi condiziona così fortemente le scelte del governo e del parlamento, tollera la pena capitale (vedi Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, parte III, sez. II, cap. II, 2267) ed al contempo sbandiera la sacralità della vita ogniqualvolta vuole imporre il suo controllo sopra le teste delle persone: aborto,eutanasia, sospensione delle terapie o dell'alimentazione forzata.
[Non si può dire che il famoso "comandamento dell'amore" proclamato da Gesù Cristo sia completamente familiare a questo autorevole consesso.]

Inizio e fine della vita sembrano aver preso tutto lo spazio di dibattito.
Lungi da me discettare sul senso della vita, ma rimane l'evidenza che la vita vissuta, quella compresa tra nascita e morte, non entra oggi negli interessi di legislatori e moralisti.
Non vedo assistenza e aiuto ai neo-genitori in difficoltà, ai ragazzi e alle ragazze, alle persone che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese; anzi: ci si avvia verso uno stato sociale all'americana, cioè inesistente, chi ha i soldi si fa l'assicurazione sanitaria e gli altri si attaccano.


Scriveva Adriano Sofri sulla La Repubblica del 4 gennaio 2009
La bioetica ha a che fare coi progressi spettacolosi della medicina, della biologia, dell' ingegneria genetica, gli inseguimenti trafelati della filosofia e del diritto, e le supervisioni delle chiese. Una sua esemplare dichiarazione è che "la vita umana è sacra e va difesa dal concepimento alla morte". La cito non per ridiscuterla qui, ma per osservare che la nostra fresca sensibilità bioetica si concede il lusso di concentrarsi sui due poli, il concepimento, o almeno la nascita, e la morte, il capo e la coda, riservando un' attenzione minore a quello che sta fra l' inizio e la fine, cioè alla vita nella sua durata, che poi è la vita. Così, benché le innovazioni che la scienza introduce e la filosofia insegue col fiato corto e la religione rilega in pergamena, valgano per tutte le disgrazie che investono l' intermezzo fra nascita e morte - la fame, le malattie, le guerre - ce ne commuoviamo meno. La nostra guerra (di religione) sulla trovata secondo cui la vita è così sacra da essere "indisponibile" alla stessa singola persona vivente sta ai luoghi in cui la vita viene mietuta all' ingrosso, come i nostri botti di Capodanno, adorati da tutti tranne i cani i bambini e chi ha conosciuto una sola notte di guerra, stanno ai bombardamenti su Gaza. Così vicino, oltretutto - due sponde dirimpettaie- che si potevano sentire reciprocamente, e raddoppiare l' allegria degli uni e lo spavento degli altri.
Quella che pone Sofri è anche una questione quantitativa: quanto vale una vita nella striscia di Gaza, rispetto ad una sull'altra sponda del Mediterraneo?

Legittimo chiedersi, giudicando dai testi delle leggi in via di approvazione sui trattamenti sanitari e sull'ordine pubblico: quanto vale la vita di ognuno e ognuna di noi? quanto vale se ci ammaliamo? se siamo stranieri? se perdiamo il lavoro? se incontriamo un poliziotto di cattivo umore?
Quali diritti? Quali garanzie? Quale libertà?

Quello che alcuni chiamano "rispetto per la vita", a me pare piuttosto "disprezzo della vita".

Ancora un volta, vi consiglio la lettura di Marco Cattaneo.

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15.2.09

Figure che devono rimanere al loro posto.

Grazie a Galatea, svelato un nuovo mistero di politica interna e direi interiore:

Bossi: “Napolitano figura di garanzia.” 
In effetti, nell’eventualità che gli venga un altro ictus e non voglia essere costretto a rimanere in vita come vegetale, gli conviene che resti al suo posto. 

13.2.09

Repressione!

Vorrei abbozzare alcuni punti di riflessione a margine della “crisi di nervi” della società suscitata dalla storia di Eluana Englaro, ma le questioni che mi interpellano sono molte, per cui vedrò di non tirarvele addosso tutte insieme.


Cos'era, Eluana Inglaro, dopo 17 anni di coma irreversibile?
Riusciamo ad immaginarlo?
Di sicuro non era la giovane dal sorriso contagioso e esplosivo delle foto che il padre ha dato alla stampa, forse per tenere lontani i giornalisti, o forse perché per lui quella era Eluana, e non quell'altro bozzolo senz'anima.

Nell'immaginario della gente, si è cercato di riempirla di quelle caratteristiche eminentemente umane che rendessero possibile al clero cattolico ed ai loro supporter in Parlamento definire l'interruzione della sua insensata artificiale agonia come "condanna a morte". Si è detto che solo la stessa Eluana avrebbe potuto esprimersi per un'interruzione della sua alimentazione forzata.

Quanto questo argomento sia prestestuoso è evidente. Chi ha avuto un parente affetto da malattia terminale molto dolorosa, sa quanto spesso la forza di vivere viene meno a chi si trova in quelle miserevoli condizioni.
A tal proposito, vi segnalo questo toccante post di Marco Cattaneo (consiglio di prendersi il tempo di leggere anche i commenti).
Di più: vogliamo dimenticare l'atroce vicenda di Piergiorgio Welby, la sua richiesta lucida di smettere l'alimentazione forzata, la sua atroce agonia? Forse che in quel caso sussistevano dubbi sulla sua volontà?
Eppure, si arrivò perfino all'incriminazione per l'anestesista che pietosamente eseguì le sue volontà, come oggi si vorrebbe incriminare Beppino Englaro del crimine più orrendo, l'assassinio della propria figlia.

In realtà, il potere politico si pone, del tutto arbitrariamente, come proprietario del corpo, configurandosi come “braccio esecutivo” dei dettami della nuova onda preconciliare della Chiesa Cattolica Romana.
Appropriarsi dei corpi, è una vecchia storia dei regimi totalitari. Qualcosa di enormemente simbolico.

Il corpo è rivoluzionario. Il corpo è sovversivo.
Col corpo si ama.
Col corpo si desidera.
Col corpo si può sfuggire. perché il corpo crea, naturalmente, supera i confini, le definizioni, le etichette sociali. Crea vicinanze incontrollabili.

Non per niente nel carcere di Abu Ghraib si cercava l'umiliazione dei prigionieri attraverso l'umiliazione dei loro corpi, oltre che col vero e proprio massacro.
Non per niente, nel momento epico del movimento di contestazione del 2001, non si è scelto tanto di evitare scontri diretti col movimento, quanto di reprimerlo in modo sanguinoso.

Il disprezzo del corpo, il controllo del corpo per sancire la propria supremazia provoca un effetto nella vita agìta delle persone più fragili, meno indipendenti e responsabili. Lo faceva notare Lele parlando della teoria della "finestra rotta": le storture della politica ricadono a valanga sull'agire delle persone. Ecco a voi, nella cronaca dei quotidiani inferni, un moltiplicarsi di stupri di donne, di minori, una recrudescenza di violenze ancora contro donne (anche in famiglia), contro senzatetto, contro stranieri. Il debole che afferma la sua supremazia sul più debole.

Riberallarsi. Ora e sempre

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10.2.09

Lo stupro continua

Eluana Englaro è morta.
La Cometa Rossa è vicina ai familiari che l'hanno conosciuta da viva, allevata, vista crescere, vista vivere ed esistere in quanto persona.
Ai genitori che coraggiosamente hanno scelto, dopo 17 anni, di non lasciarla marcire in un lettino d'ospedale ma di far sì che questo suo stato vegetativo potesse "servire" agli altri, alla società, a tutti coloro che sono stati e saranno in futuro in quello stato, ai loro familiari, a tutta la gente perché possa riflettere sul mistero della vita e della scelta.
>
Non credo che al momento di intraprendere questa battaglia si siano resi conto del linciaggio che avrebbero  subito da parte dei media, agli ordini delle gerarchie cattoliche e degli sciacalli della destra parlamentare.

Alla fine, metafora di questa insostenibile tensione, di questa Italia "sull'orlo della crisi di nervi", come ha detto Corradino Mineo, anche il corpo di Eluana, con inaspettata rapidità, ha ceduto.

Ciò che non è finito, ciò che continuerà ancora, è l'osceno banchetto di avvoltoi intorno alle sue carni stanche e rattrappite.

Perciò, condivido con voi questo lungo testo di Giuseppe Genna, perché lo stupro delle donne, reale o simbolico, vive o morte o moribonde, continua...

6.2.09

Vuoto di carità, vuoto di cultura

A proposito dell'agonia nell'agonia della famiglia Englaro in questi giorni, della loro sistematica criminalizzazione (non so immaginare quali nuove perversioni vedremo oggi), vi segnalo questo toccante post di Federica Sgaggio.


A commento di questi momenti atroci e scandalosi per chi crede nella civiltà e nell'intelligenza umana, riesumo uno stralcio dagli Scritti Corsari del mio amato Pasolini.

Marzo 1974. Vuoto di carità, vuoto di cultura. Un linguaggio senza origini  (prefazione ad una raccolta di sentenze della Sacra Rota, a cura di Francesco Perego)
"posso dire che queste Sentenze della Sacra Rota mi hanno scandalizzato. Ma sia chiaro: non per la loro aberrazione morale e politica, il loro strisciante servilismo verso i tradizionali alleati (uomini di potere democristiani e fascisti), non per l’aria dell’imbroglio, dell’intrallazzo, dell’ipocrisia, della malafede, dell’untuosità, del privilegio che mai come qui appaiono in tutta la loro ripugnante evidenza. Esse mi hanno scandalizzato per due ragioni che potrebbero essere piuttosto definite culturali che moralistiche.
Primo: l’assenza totale di ogni forma di Carità. (...) Essa è una offesa brutale a quella dignità umana che non viene nemmeno presa in considerazione. L’esperienza umana su cui queste sentenze si fondano nell’esaminare i casi è perfettamente irreligiosa : il pessimismo del suo pragmatismo è senza fondo. La vita interiore degli uomini è ridotta a mero calcolo e miserabile riserva mentale: a cui si aggiungono, naturalmente, le azioni, ma nella loro pura nudità formale.
Seconda ragione di scandalo : l’assenza totale di ogni forma di Cultura. Gli estensori di queste sentenze sembrano non conoscere altro che gli uomini – visti in un orribile intrico di azioni dettate da sentimenti bruti o da infantili interessi – ché, quanto a libri, essi sembrano conoscere solo quelli di diritto canonico e San Tommaso.(...)

Tale assenza di cultura diviene anch’essa a sua volta offensiva della dignità dell’uomo quando essa si manifesta esplicitamente come disprezzo della cultura moderna, e altro non esprime dunque che la violenza e l’ignoranza di un mondo repressivo come totalità."
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