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11.2.10

Le banane valgono una guerra?

Ora e sempre: RESISTENZA!




"...un popolo che apparentemente non scendeva per strada, un popolo tranquillo, un popolo umile, ha detto: "Adesso basta", si sono alzati tutti, dai quartieri, dalle colonie, dai villaggi, dalle com unità, dai centri di studio, dai centri di lavoro, e hanno detto: "Non accetteremo questa dittatura!"

22.9.09

UGUALI



Liberi e eguali in dignità e diritti
(articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani)
 
Noi promotori della manifestazione del 10 ottobre vogliamo rispondere alla violenza con il nostro contributo sociale e culturale. Rivendichiamo uguali diritti e doveri, pari dignità, riconoscimento giuridico di tutti gli amori, di tutte le famiglie.
Invitiamo le persone gay, lesbiche, bisessuali, transgender, ed eterosessuali a far sentire la loro voce impegnandosi a costruire un’Italia differente, che agisca per un cambiamento vero, profondo che riguarda la cultura e la convivenza.
Il 10 Ottobre 2009 saremo a Roma, come movimento lgbt, coscienti di convocare una manifestazione in un clima che in generale è violento, che colpisce noi, migranti, donne e altri soggetti sociali ritenuti deboli.

In questo quadro, rivendichiamo come fondamentale necessità democratica e civile interventi legislativi contro l’omofobia e la transfobia, che estendano la legge Mancino anche all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Sarà solo un primo passo non certo esaustivo né sufficiente. La negazione e l’opposizione al riconoscimento di diritti per le persone e le coppie lgbt è già di per se omofobia e transfobia. La Costituzione italiana e la Dichiarazione Universale dei diritti umani indicano con chiarezza il principio di uguaglianza che deve impegnare le istituzioni tutte ad agire con interventi informativi e culturali, a partire dalla scuola, dove il fenomeno del bullismo è in preoccupante espansione.
Vogliamo che il 10 ottobre sia una manifestazione in cui ogni persona lesbica, transgender, bisessuale, omosessuale, intersessuale abbia accanto le proprie famiglie, i colleghi di lavoro, i compagni di studio , i vicini di casa, perché crediamo che il dialogo e la condivisione siano gli elementi decisivi per far avanzare i nostri diritti e con essi la società italiana.
Uguali – Comitato Promotore Manifestazione Nazionale Roma  10 ottobre 2009

Chiediamo a chi parteciperà di rispettare le modalità che abbiamo deciso, che prevedono una manifestazione aperta da una enorme bandiera Rainbow, in cui sfileranno associazioni, movimenti, sindacati ciascuno con le proprie bandiere.  Invitiamo i partiti a leggere con attenzione la piattaforma rivendicativa collegata a questo documento e ad aderire e partecipare solamente se la condividono in toto.
Chiediamo di rispettare la nostra decisione di escludere striscioni e bandiere dei partiti, nel pieno riconoscimento della nostra autonomia e del senso stesso della manifestazione.
Portavoce: Fabianna Tozzi Daneri     portavoce.uguali@gmail.com
Adesioni e informazioni sul sito:   http://uguali.wordpress.com
 

15.9.09

I cattivi maestri

Italia, paese di vittime di abusi.
Vittime di menzogna, vittime di autoritarismo politico e morale.
Vittime consenzienti.
Massa passiva che vede sottratti i diritti, distrutta la coesione sociale, la libertà, la verità.
E applaude.

Perché chi ha tanto successo dovrebbe ritirarsi dalle scene? Perché dovrebbe stare alle regole?
Berlusconi mette le mani sui media di stato e li rende propri organi di partito.
Il Parlamento nega libertà fondamentali dell'individuo, mentre si fa dettare l'agenda politica dalla criminalità organizzata.
Bande di violenti aggrediscono le persone di diversi orientamenti sessuali.
Avvengono deportazioni, respingimenti, carcerazioni di massa in carceri-lager dove si tortura e si uccide, i figli sono strappati ai genitori...
La Polizia è troppo spesso violenta, razzista, senza controllo, reprime con durezza ogni contestazione ed oggi fiancheggia la Lega.
La scuola è depredata e disfatta, perché la disgregazione culturale e civile sia mantenuta anche dalle prossime generazioni.

La Chiesa Cattolica si arroga l'autorità morale su chi è cattolico e su chi non lo è, servita e riverita da chierichetti laici o perfino atei, che siedono tra gli scranni del Parlamento, nelle redazioni dei giornali, negli studi televisivi. "La vita innanzi tutto!" tuona il seggio di Roma, ma intanto distingue tra vita e vita: quale il valore della vita di un feto malato o di un povero corpo tenuto in vita da una macchina da 17 anni, e quale il valore di quella di migliaia di disperati, cibo per i pesci del Mediterraneo? Per quale spendersi?
La massa china la testa, e applaude il più forte, il più arrogante.

E' interessante leggere quello che si pensa fuori di questo paese sulla Chiesa Cattolica, con il distacco che occorre per fare informazione corretta. A questo proposito, vi traduco ampi stralci di un'indagine di Associated Press, riportata dal  New York Times.




L'Italia alle prese con gli abusi sessuali dei sacerdoti.  


Published: September 14, 2009
Filed at 12:10 a.m. ET
VERONA, Italy (AP) - "Accadeva notte dopo notte", ha detto l'uomo non-udente, "a volte nella camera da letto del prete, a volte nella stanza da bagno, perfino nel confessionale."
Quando era un giovane ragazzo all'istituto Cattolico per sordomuti, ha detto Alessandro Vantini, i sacerdoti lo sodomizzavano così implacabilmente che lui era arrivato a sentirsi "come morto". Questi anno, lui e dozzine di altri ex studenti hanno fatto qualcosa di altamente insolito per l'Italia: hanno dichiarato pubblicamente di essere stati costretti ad atti di sesso con i sacerdoti.
Per decenni, una cultura del silenzio ha circondato gli abusi dei preti in Italia, dove gli studi mostrano che la Chiesa è considerata una delle istituzioni più rispettate nel Paese. (...)
Un'indagine di Associated Press durata un anno ha documentato 73 casi di accuse di abusi sessuali da parte di preti siu minori nel decennio passato in Italia, con più di 235 vittime. L'indagine è stata compilata a partire dai report dei media locali, linkati da siti web di gruppi di vittime e vari blog. Quasi tutti i casi sono usciti nei 7 anni successivi all'esplosione negli USA dello scandalo dei preti cattolici pedofili.
I numeri in Italia sono ancora appena un rivolo, se comparati alle centinaia di casi che sono esaminati nelle corti di giustizia in USA e Irlanda. E secondo l'indagine di AP, la chiesa italiana ha dovuto pagare appena qualche centinaio di migliaia di dollari in risarcimenti alle vittime, contro i 2,6 milioni di dollari della diocesi americana o i 1,1 milioni di euro corrisposto alle vittime in Irlanda.(...)
I casi italiani seguono molto le modalità degli scandali statunitensi ed irlandesi: i prelati italiani si accanivano su poveri, su disabili fisici o psichici, o su giovani tossicodipendenti affidati alle loro cure. (...)
In questo paese prevalentemente Cattolico, le chiese godono di una posizione talmente elevata, che i pronunciamenti del papa sono frequentemente presentati in cima alle notizie della sera, senza alcun commento critico. Anche coloro che hanno visioni anticlericali riconoscono l'importante ruolo che la chiesa gioca nell'educazione, servizi sociali e aiuto ai poveri.
Come risultato, pochi osano criticarla, inclusi i grandi giornali indipendenti ed i media di stato. Inoltre, vi è un certo puritanesimo nelle piccole città italiane, dove non si parla di sesso, e meno che mai di sesso tra un prete ed un bambino. (...)
Rompendo la cospirazione del silenzio, 67 ex studenti dell'istituto per sordi Antonio Provolo di Verona hanno denunciato abusi sessuali, pedofilia e punizioni corporali che si svolgevano nella scuola dagli anni '50 agli '80 da parte dei preti e dei frati della Compagnia di Maria.
Nonostante non tutti siano stati essi stessi vittime, 14 dei 67 hanno rilasciato dichiarazioni giurate e testimonianze videoregistrate in cui raccontano dettagliatamente gli abusi di cui dicono di aver subito, alcuni per anni, nei due campus della città di Giulietta e Romeo. Essi hanno fatto i nomi di 24 preti, religiosi laici e frati.

Vantini ha raccontato di essere stato in silenzio per anni: "Come avrei potuto dire al mio papà che un prete aveva fatto sesso con me?"  Vantini, 59 anni, ha parlato con AP un pomeriggio, raccontando per mezzo di un interprete del  linguaggio dei segni gli abusi. "Non si poteva raccontare nulla ai genitorim perché i preti ti avrebbero picchiato." Vantini ha chiamato in causa due preti e due laici -- 3 dei quali ancora viventi -- ma ha chiesto che i loro nomi non siano pubblicati per paura di azioni legali. (...) "Ho sofferto di depressione fino ai 30 anni", ha detto Vantini, che frequentò la scuola dai 6 ai 19 anni. "Mia moglie ha detto che era bene che parlassi per togliermi questo peso dal petto." Gianni Bisoli, 60 anni, antico compagno di scuola di Vantini, ha fatto gli stessi nomi in una dichiarazione scritta, insieme a quelli altri 12 preti e frati, accusandoli di averlo sodomizzato, forzato ad avere sesso orale ed a masturbarli. Nella sua dichiarazione, Bisoli ha accusato anche Mons. Giuseppe Carraro (vescovo a Verona dal dal 1958 al '78) -- di cui è in atto il processo di di beatificazione -- di averlo molestato in cinque occasioni mentre era studente al Provolo, dai 9 ai 15 anni.
Un'indagine diocesana ha scagionato Carraro dagli abusi sessuali, ma non ha intervistato nessuna delle vittime, limitando le testimonianze a membri sopravvissuti della congregazione, ad altro personale scolastico e loro affiliati, e a documentazione proveniente dalla diocesi di Verona. Il processo di beatificazione fu sospeso durante l'investigazione, ma ora sta procedentdo all'ufficio "produci-santi" del Vaticano.
5 decenni dopo, Bisoli ancora ricorda la strada che fece dall'istituto, sito in una tranquilla strada che prende il nome dal fiondatore della congregazione, Don Antonio Provolo, lungo il serpente del corso dell'Adige fino alla residenza del vescovo. (...) "Mi portarono nella curia" ricorda Bisoli in una intervista, "c'era un domestico che aprì la porta, poi qualcuno mi portò dentro. Era buio" Ricorda che apparve mons. Carraro. "Il vescovo cominciò a toccarmi, a mettermi le mani addosso", egli racconta, facendo scorrere le mani  su e giù per il corpo, tirando la maglietta ed i pantaloncini per mostrare il gesto. "Io mi sottraevo, ma lui continuò a toccarmi per 15, 20 minuti. Non sapevo cosa fare."
In una successiva occasione, Bisoli dice che il vescovo tentò di sodomizzarlo con una banana. Un'altra volta, secondo Bisoli, erano su un divano e quello lo sodomizzò con un dito, offrendogli una caramella per tranquillizzarlo. Una volta successiva, dice Bisoli, il vescovo gli offrì delle croci d'oro che avevano attirato il suo sguardo. "Io dissi di darmi almeno 10-20.000 lire da potermi comprare una Coca-cola o un gelato", rispose Bisoli.

L'attuale vescovo di Verona, Giuseppe Zenti, inizialmente ha accusato gli ex studenti di fabbricare le accuse, parlando in Gennaio all'Espresso. Zenti le ha definite "bugie", una calunnia che si pone all'interno di una disputa che dura da tempo su alcuni beni immobiliari tra la congregazione e l'associazione degli studenti sordomuti, a cui appartengono le sedicenti vittime.
Tuttavia, quando uno dei laici ammise le sue relazioni sessuali con gli studenti, Zenti ordinò un'investigazione all'interno della congregazione. Il risultato fu che qualche abuso fu ammesso, ma solo una piccola parte di quelli denunciati.(...)
"Se avessero voluto fare piena luce sula vicenda, non avrebbero ascoltato solamente preti e fratelli laici, ma anche i sordomuti", ha detto Marco Lodi Rizzini, portavoce delle vittime. (...)
Il Reverendo Bruno Fasani, portavoce della diocesi, ha dichiarato che gli ex-studenti sono stati manipolati perché denunciassero preti innocenti. (...) Zenti, da parte sua, ha invocato il perdono da parte delle vittime. (...)
Tra i casi raccolti da AP, ci sono accuse di induzione di ragazzi alla protituzione, partecipazione a riti satanici, e un famigerato caso in cui la chiesa stessa determinò che un anziano prete fiorentino era stato responsabile di "abusi sessuali, falso misticismo e plagio".
Dove si sono avute sentenze, queste sono andate da una sospensione di 2 anni  a 8 anni di reclusione, sebbene con i processi di appello, notoriamente lunghi in Italia, non è chiaro quante di queste pene si siano effettivamente concretizzate. Dove c'è stato risarcimento, cioè di rado, le somme sono state tra 15.000 e 150.000 euro per vittima.

I casi all'esame di AP comprendono indagini civili o penali. Per questa ragione, il dato di  Verona  è stato omesso, in quanto non vi è procedimento civile o penale dal momento che il reato è andato in prescrizione.  
Nel 2002, quando lo scandalo degli abusi scoppiò in USA, il numero 2 della CEI, mons. Giuseppe Betori, affermò che gli abusi sessuali da parte del clero in Italia erano così limitati che la direzione della Conferenza non aveva ancora discusso sull'argomento.
Ma ora pare che i prelati ed il Vaticano abbiano preso il problema più seriamente. Mons. Charles Scicluna, Promotore di Giustizia membro della Congregazione per la Dottrina della Fede -- che si occupa dei casi di abusi sessuali da parte di sacerdoti -- ha riconosciuto che la conoscenza del problema in  Italia si è incrementata per effetto dello uno tsunami di casi che è venuto alla luce in USA. "C'è un cambio di mentalità e noi troviamo che sia molto positivo", ha detto ad AP.
Cosa inedita per il Vaticano, Scicluna ha ammesso che gli abusi sessuali del clero erano un vecchio problema che aveva bisogno di essere estirpato. "Non penso che sia una questione di avvenimenti. E' sempre successo. E' importante che la gente ne parli perché altrimenti non possiamo portare la cura che la Chiesa può offrire a coloro che ne hanno bisogno - vittime e colpevoli."


Per approfondire la questione, segnalo un sito che si da anni sta raccogliendo notizie e riflessioni sull'argomento: Il Dialogo.org
.

16.7.09

WE SHALL OVERCOME!!

E' una giornata atroce, in cui mi vergogno della mia nazionalità.
Il VOSTRO presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato la famosa legge sulle “Disposizioni in materia di pubblica sicurezza”, nonostante l'ampia movimentazione della gente, intellettuali e persone comuni. [Trovate una scheda con le nuove disposizioni qui.]


Napolitano avrebbe dovuto opporre un deciso rifiuto alla firma, in quanto l'attentato ai diritti basilari della persona sanciti dalla Costituzione è palese ed evidente anche a chi non sia esperto di diritto costituzionale.

Per cominciare, con il divieto ai matrimoni misti si impedisce, in ragione della nazionalità, l'esercizio di un diritto fondamentale quale quello di contrarre matrimonio senza vincoli di etnia o di religione; diritto fondamentale che in tal modo viene sottratto non solo agli stranieri ma agli stessi italiani.

Allo stesso modo, chiedo al VOSTRO presidente se secondo lui non è lesivo dei diritti della persona la discriminazione che impedirà di curarsi o curare i propri figli e familiari, di inviare denaro all'estero, di affittare un appartamento, di ottenere atti civili.
Pensate: le madri non potranno più riconoscere i propri figli, e saranno costrette a nasconderli e a non portarli a scuola o dal medico, per evitare che il VOSTRO stato li possa rubare, rapire, per darli in adozione a coppie in possesso di regolare permesso di soggiorno.

Viene sottratto ai bambini ed alle bambine il diritto basilare ad un nome (previsto dalla Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza che l'Italia si e' impegnata a rispettare), all'istruzione, alla salute, li si costringerà, insieme ai loro genitori, alla marginalità, all'invisibilità.


Mai nella storia italiana si era giunti così in basso. Mai, neppure nelle leggi razziali del 1938, era stata toccata tale barbarie: sottrarre i figli alle legittime madri. Una donna italiana ritenuta colpevole di asassinio, strage o genocidio può comunque tenere con sé il proprio figlio, ma evidentemente per il parlamento italiano il reato di clandestinità, che Napolitano, garante della Costituzione, ha avallato, è più grave ancora.


* * * * * *
A codesti politici razzisti, squallidi avvoltoi che si pongono al di fuori della Comunità internazionale, della civiltà, che vorrebbero procedere in retromarcia il cammino della Storia annullando le conquiste della razza umana...
a questo popolo da cui prendo le distanze, che è stato servo, migrante, mendicante di briciole alla mensa degli altri Paesi (e tornerà presto a mendicare), a questo popolo di ladri, truffatori e fascisti, a questo popolo che non conosce o ha dimenticato il valore della solidarietà, della libertà, dell'uguaglianza, della convivenza, dell'aiuto reciproco...
a questi tristi figuri che incontro per strada, nei negozi, negli uffici, in autobus, sub-umani, feccia del genere animale, io faccio una promessa, attraverso le parole di Peppe Sini:
Accadde molti anni fa a chi scrive queste righe di coordinare per l'Italia una campagna di solidarieta' con Nelson Mandela allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano.
Ricordo chi mi diceva che era un impegno generoso ma inutile, che quel regime sarebbe durato mill'anni ancora.
Non e' andata cosi' in Sudafrica.
Non andra' cosi' in Italia, non si illudano i razzisti al governo.
Ancora e' nostro quell'antico canto:
WE SHALL OVERCOME.
Martin Luther King - We Shall Overcome!

29.5.09

Contro le chitarre, manganelli.

Da VeronaInforme:


Contro i giovani scatta la repressione di Tosi
Stasera 27/05/2009 a Verona, piazza dei Signori, verso mezzanotte sono arrivate  diverse pattuglie della polizia locale. Comandati dal vice capo dei  vigili, si sono imposti per fare rispettare l'ordinanza del  sindaco che vieta di suonare strumenti musicali dopo le ore 22. Come  ogni mercoledì, in piazza dei Signori, stasera c'erano moltissimi  giovani, che si ritrovano liberamente per parlare, suonare, vivere la  piazza cittadina fuori dal contesto commerciale, dei bar, dei locali.
I vigili hanno dapprima dato una multa (di 100 euro) ad un ragazzo che  suonava uno strumento a percussione. La protesta si è accesa subito, un  cumulo di ragazzi circondava le pattuglie chiedendo spiegazioni,  protestando, ironicamente facendo bolle di sapone vicino alle macchine  della polizia locale. Immediatamente è nata una colletta spontanea tra  le persone presenti, che ha coperto quasi subito l'intero ammontare  della multa.

Da notare che in piazza, stasera, era presente lo stato maggiore della  polizia, con vicequestore, vicecapo della digos, un numero imprecisato  di vigili e di poliziotti, che riprendevano e monitoravano la situazione. La polizia si è fermata in piazza presidiandola per un lungo lasso di  tempo, con l'evidente intenzione di scoraggiare il ritrovo.

Vedendo che la gente non se ne andava, il vice comandante della polizia  locale è penetrato, seguito da almeno 10 vigili, tra  le persone chiedendo le generalità ad un ragazzo che suonava una  chitarra. Con toni provocatori e mettendo per primo le mani addosso,  spingendo e trattenendo. Ha acceso da solo una piccola colluttazione coi  presenti. Immediatamente sono  arrivate in piazza almeno tre jeep della polizia, DALLE QUALI SONO  SCESI, CASCHI IN TESTA E MANGANELLI IN MANO i poliziotti formando un  cordone di fronte alla gente presente. Da notare ancora che l'arrivo dei  poliziotti è stato fin troppo tempestivo e brevemente deciso.  Immediatamente hanno circondato la gente che protestava e hanno portato  via,con la forza due ragazzi, menando le mani, calciando e  spintonando chiunque si frapponesse, anche solo per chiedere  spiegazioni. La digos, fino ad allora fintamente disposta al dialogo, ha  dato manforte operativa (con mano pesante) al sequestro dei due ragazzi. (...)
Immediatamente, (...) è nato un  corteo spontaneo al grido "Verona città libera, liberi tutti subito" fino ad  arrivare alla questura, dove i ragazzi hanno protestato, bussando  vivacemente al cancello della questura. (...)
Epilogo: dopo che la digos si è frapposta intavolando una falsa e  ipocrita discussione, i due ragazzi sono stati rilasciati, con la  denuncia di: resistenza a pubblico ufficiale, con aggravante, e rifiuto  di fornire i documenti, sempre con aggravante.
Tutto ciò (...) è documentato tramite filmati, testimonianze  e, stanotte, tramite un referto medico di uno dei fermati.

Verona, una città che odia la musica e la gioventù.

Niente paura: siamo in campagna elettorale!

19.3.09

Scarpe

Se in Iraq un  giornalista ha beccato tre anni di carcere per aver tirato le sue scarpe addosso a Bush, in Italia gli studenti dell'Università La Sapienza che ieri volevano andare a tirare le loro scarpe contro il ministero dell'economia sono stati bloccati nell'ateneo e caricati duramente dalla polizia che li ha educati a manganellate.
Sono sicuro che i nuovi piani formativi piaceranno al governo Tremonti/Gelmini per il modesto investimento economico e perché rende superfluo trovare una soluzione per gli insegnanti precari della scuola.

Tutto questo in ossequio a un "protocollo dei cortei" nella capitale firmato il 10 marzo scorso da tutti i partiti (eccetto Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani) e perfino dalla CGIL.

Allora, alla faccia di chi pensa che i giovani sono solo una silenziosa massa di Grandefratellodipendenti...
alla faccia di tutti i moderati, elettori del PD in testa, che si indignano, ma solo nel segreto delle mura domestiche...

...ragazzi, anche nel mio nome!

24.2.09

A proposito di qualità della vita...

Violenza domestica, 2.373 casi in un anno
L'INCHIESTA. L'Osservatorio nazionale ha reso noti i dati del 2006 relativi alla provincia veronese: l'aggressore è nel 74,4 % italiano e appartiene al ceto medio-alto

Le vittime sono soprattutto donne, poi minori e anziani A scatenare l'aggressione «futili motivi» e abuso di alcol

Fonte: L'Arena

13.2.09

Repressione!

Vorrei abbozzare alcuni punti di riflessione a margine della “crisi di nervi” della società suscitata dalla storia di Eluana Englaro, ma le questioni che mi interpellano sono molte, per cui vedrò di non tirarvele addosso tutte insieme.


Cos'era, Eluana Inglaro, dopo 17 anni di coma irreversibile?
Riusciamo ad immaginarlo?
Di sicuro non era la giovane dal sorriso contagioso e esplosivo delle foto che il padre ha dato alla stampa, forse per tenere lontani i giornalisti, o forse perché per lui quella era Eluana, e non quell'altro bozzolo senz'anima.

Nell'immaginario della gente, si è cercato di riempirla di quelle caratteristiche eminentemente umane che rendessero possibile al clero cattolico ed ai loro supporter in Parlamento definire l'interruzione della sua insensata artificiale agonia come "condanna a morte". Si è detto che solo la stessa Eluana avrebbe potuto esprimersi per un'interruzione della sua alimentazione forzata.

Quanto questo argomento sia prestestuoso è evidente. Chi ha avuto un parente affetto da malattia terminale molto dolorosa, sa quanto spesso la forza di vivere viene meno a chi si trova in quelle miserevoli condizioni.
A tal proposito, vi segnalo questo toccante post di Marco Cattaneo (consiglio di prendersi il tempo di leggere anche i commenti).
Di più: vogliamo dimenticare l'atroce vicenda di Piergiorgio Welby, la sua richiesta lucida di smettere l'alimentazione forzata, la sua atroce agonia? Forse che in quel caso sussistevano dubbi sulla sua volontà?
Eppure, si arrivò perfino all'incriminazione per l'anestesista che pietosamente eseguì le sue volontà, come oggi si vorrebbe incriminare Beppino Englaro del crimine più orrendo, l'assassinio della propria figlia.

In realtà, il potere politico si pone, del tutto arbitrariamente, come proprietario del corpo, configurandosi come “braccio esecutivo” dei dettami della nuova onda preconciliare della Chiesa Cattolica Romana.
Appropriarsi dei corpi, è una vecchia storia dei regimi totalitari. Qualcosa di enormemente simbolico.

Il corpo è rivoluzionario. Il corpo è sovversivo.
Col corpo si ama.
Col corpo si desidera.
Col corpo si può sfuggire. perché il corpo crea, naturalmente, supera i confini, le definizioni, le etichette sociali. Crea vicinanze incontrollabili.

Non per niente nel carcere di Abu Ghraib si cercava l'umiliazione dei prigionieri attraverso l'umiliazione dei loro corpi, oltre che col vero e proprio massacro.
Non per niente, nel momento epico del movimento di contestazione del 2001, non si è scelto tanto di evitare scontri diretti col movimento, quanto di reprimerlo in modo sanguinoso.

Il disprezzo del corpo, il controllo del corpo per sancire la propria supremazia provoca un effetto nella vita agìta delle persone più fragili, meno indipendenti e responsabili. Lo faceva notare Lele parlando della teoria della "finestra rotta": le storture della politica ricadono a valanga sull'agire delle persone. Ecco a voi, nella cronaca dei quotidiani inferni, un moltiplicarsi di stupri di donne, di minori, una recrudescenza di violenze ancora contro donne (anche in famiglia), contro senzatetto, contro stranieri. Il debole che afferma la sua supremazia sul più debole.

Riberallarsi. Ora e sempre

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6.2.09

Vuoto di carità, vuoto di cultura

A proposito dell'agonia nell'agonia della famiglia Englaro in questi giorni, della loro sistematica criminalizzazione (non so immaginare quali nuove perversioni vedremo oggi), vi segnalo questo toccante post di Federica Sgaggio.


A commento di questi momenti atroci e scandalosi per chi crede nella civiltà e nell'intelligenza umana, riesumo uno stralcio dagli Scritti Corsari del mio amato Pasolini.

Marzo 1974. Vuoto di carità, vuoto di cultura. Un linguaggio senza origini  (prefazione ad una raccolta di sentenze della Sacra Rota, a cura di Francesco Perego)
"posso dire che queste Sentenze della Sacra Rota mi hanno scandalizzato. Ma sia chiaro: non per la loro aberrazione morale e politica, il loro strisciante servilismo verso i tradizionali alleati (uomini di potere democristiani e fascisti), non per l’aria dell’imbroglio, dell’intrallazzo, dell’ipocrisia, della malafede, dell’untuosità, del privilegio che mai come qui appaiono in tutta la loro ripugnante evidenza. Esse mi hanno scandalizzato per due ragioni che potrebbero essere piuttosto definite culturali che moralistiche.
Primo: l’assenza totale di ogni forma di Carità. (...) Essa è una offesa brutale a quella dignità umana che non viene nemmeno presa in considerazione. L’esperienza umana su cui queste sentenze si fondano nell’esaminare i casi è perfettamente irreligiosa : il pessimismo del suo pragmatismo è senza fondo. La vita interiore degli uomini è ridotta a mero calcolo e miserabile riserva mentale: a cui si aggiungono, naturalmente, le azioni, ma nella loro pura nudità formale.
Seconda ragione di scandalo : l’assenza totale di ogni forma di Cultura. Gli estensori di queste sentenze sembrano non conoscere altro che gli uomini – visti in un orribile intrico di azioni dettate da sentimenti bruti o da infantili interessi – ché, quanto a libri, essi sembrano conoscere solo quelli di diritto canonico e San Tommaso.(...)

Tale assenza di cultura diviene anch’essa a sua volta offensiva della dignità dell’uomo quando essa si manifesta esplicitamente come disprezzo della cultura moderna, e altro non esprime dunque che la violenza e l’ignoranza di un mondo repressivo come totalità."
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5.2.09

Non era un ragazzo

Intervista agli amici dei ragazzi che hanno dato fuoco ad un uomo a Nettuno.
Nessun commento.

16.1.09

Verona, città dell'amore (2)

Botte da orbi, di nuovo, in pieno centro storico di Verona, a 300 metri da dove è stato colpito a morte Nicola Tommasoli.
In piazza Viviani, vicino a piazza Erbe, tre giovani vengono aggrediti selvaggiamente (una ragazza viene colpita ripetutamente in faccia con un portacenere di vetro) da una quindicina di giovani il 3 gennaio; ed il 5 è la volta di una ragazzina, salvata in extremis da un gruppo di persone accorse in suo aiuto.
Avevo già parlato della violenza di questa città 7 mesi fa. Ora, raccolgo il suggerimento di Pablo di raccontare dell'aria che tira oggi.

La zona rossa
All'epoca dell'omicidio Tommasoli, avvenuto nella notte tra il 30 aprile ed il I maggio, la città era rimasta sbigottita ma non sorpresa. Si sapeva che il centro era infestato da una banda di picchiatori, frequentatori della curva sud dell'Hellas Verona e vicini a formazioni di estrema destra, come Fiamma Tricolore, Forza Nuova, Veneto Front Skinhead (non linko la voce su Wikipedia, né neutrale né esauriente). Un gruppo di ragazzi che cercava semplicemente pretesti per menare le mani.
Periodicamente, negli anni precedenti, c'erano stati diversi episodi di violenza da parte di bande di giovani di destra, tutte dirette verso ragazzi appartenenti al centro sociale occupato "La Chimica". Si arriva molto vicini all'omicidio nel luglio 2005, quando cinque di loro (tra cui tre ragazze, una delle quali minorenne) vengono aggrediti da 20-30 figuri presso il Volto S. Luca, a poche centinaia di metri dall'Arena, colpiti ripetutamente con spranghe, tirapugni e coltelli. Il bilancio è gravissimo: mascella fratturata, oltre 150 punti di sutu­ra, ematomi e tagli su tutto il corpo.
Alla difesa degli accoltellatori si mette in luce l'avvocato Roberto Bussinello, ex consigliere comunale del Msi e leader veronese di Forza Nuova, approdato infine a La Destra di Francesco Storace. Lo ritroveremo più avanti.

Dal marzo 2006, le aggressioni, più o meno gravi, diventano sistematiche. Ne fanno le spese, oltre agli stranieri, persone vestite in maniera alternativa o colpevoli di portare i capelli troppo lunghi o colorati vistosamente, d'indossare magliette di squadre di calcio del sud.
Nel giugno 2007 parte finalmente un'indagine della Digos, con perquisizioni nelle abitazioni di vari personaggi legati all'estrema destra; tra questi, oltre ai soliti noti, ci sono tre degli accoltellatori di S. Luca e due che poi si macchieranno dell’omicidio di Nicola Tom­masoli.
Da allora gli episodi non si contano nemmeno più. Vorrei ricordarne solo 2, a mio parere simbolici.
--> Settembre 2007: alcuni appartenenti all'area antagonista sono in piazza Erbe per il tradizionale aperitivo. Viene intimato loro di abbandonare la piazza, dapprima con insulti e minacce, poi a calci e pugni ed abiti strappati. La loro cacciata dalla "zona rossa", il salotto buono della città, suscita l'applauso di un gran numero di avventori della Verona bene che hanno assistito alla scena.
-->Dicembre 2007: si tiene a Verona una manifestazione nazionale di Fiamma Tricolore alla quale partecipano 2-300 militanti giunti da più parti d’Italia, alla cui testa marcia il neo-sindaco della città, Flavio Tosi, e alcuni membri della Giunta comunale, tra cui il capogruppo della Lista Tosi, Andrea Miglioranzi, ex Veneto Fronte Skinheads ed attualmente rappresentante di Forza Nuova, membro della band nazi-rock Gesta Bellica. Al termine, tre manifestanti, nello slancio dialettico, in un bar della via dello shopping, apòstrofano simpaticamente 3 giovani di passaggio a Verona con un “Terroni puzzate, andate via” prima di colpirli selvaggiamente coi manganelli (quelli, non mancano mai!).

Siamo tutti "diversi"
L'omicidio di Nicola, dicevamo, lascia tutti sbigottiti.
Prima di tutto, la destra cerca di scaricare i responsabili. Il sindaco Tosi li definisce "balordi", afferma che la politica non c'entra; intanto, però, nelle abitazioni e nelle vetture dei responsabili si trova il solito armamentario propagandistico di Forza Nuova. Ancora una volta, l'avvocato difensore è il già citato Bussinello.
La banda di violenti sembra rendersi conto di aver superato una soglia pericolosa, oppure lo pensano i loro patroni politici, quindi per un poco la città pare più tranquilla.
In compenso, la Verona borghese, ricca e per bene comincia a pensare che la violenza, prima rivolta verso "gli altri", è uscita di controllo. Comincia a dubitare di essere davvero completamente "al sicuro".

Presa di coscienza
Qual è il sentimento con cui il veronese medio guarda gli episodi di violenza contro africani, meridionali, venditori di kebab, ragazzi coi capelli lunghi?
Fino ad oggi, li guardava con comprensione bonaria. Le considerava ragazzate.
I ragazzi, gli studenti, infatti, agiscono questa modalità di supremazia sociale abbastanza frequentemente coi loro coetanei.

Proprio per questo, il coraggioso ex-Procuratore della Repubblica Guido Papalia (ora a Brescia) e l'attuale Mario Giulio Schinaia hanno impegnato molte energie nell'incontro con bambini e giovani delle scuole cittadine e nell'educazione alla dialettica, al dialogo, all'espressione positiva di sé nel rispetto degli altri.
Il problema è che l'educazione a questi valori dovrebbe partire dalle famiglie, da quegli stessi adulti e genitori che si muovono nel mondo spinti dalla diffidenza, con la prepotenza o con il compromesso.
Questi adulti hanno prodotto una generazione di amministratori altrettanto miopi ed irresponsabili, arroganti ed incapaci.
Mandata in pensione gran parte della "vecchia guardia", la quadra del sindaco Tosi, leghista vicino alle posizioni di Borghezio e Calderoli (a cui si affianca, sullo scranno vescovile, la trista figura del vescovo Zenti, suo storico sostenitore) brilla non per la capacità di fare, ma per quella di disfare, mentre il sindaco impegna tutte le sue forze nel dare di sé un'immagine mediatica spregiudicata, di forte impatto, violenta contro avversari politici e stranieri, moralista in senso molto tradizionale.
Nella promozione costante della sua immagine, Tosi frequenta pure lui le scuole della città, ma con ben altro senso di responsabilità rispetto al Procuratore Schinaia: provocando i sentimenti più beceri dei ragazzi, ed umiliando sistematicamente quelli che hanno abbastanza coraggio da tenergli testa, esponendoli nel contempo al bullismo degli altri.

A margine: educazione permanente
Si sa, l'educazione alla pacifica e serena convivenza civile si abbevera alla fonte della cultura. Forse non è un caso che, tra gli ambiti sistematicamente distrutti dall'amministrazione comunale ci sia la cultura.
Dopo un primo scivolone (una mega-mostra da supermarket della cultura annullata dopo che si erano già venduti online migliaia di biglietti, e nonostante ciò costata centinaia di migliaia di euro), non si è ritenuto di organizzare alcun evento culturale, alcuna esposizione degna di interesse; al contrario, si è ridotto al lumicino il festival del cinema ed il ciclo teatrale estivo, chiuso il ciclo di musica classica, ridotto o chiuso le collaborazioni con le realtà culturali cittadine, messa in vendita la Galleria d'Arte Moderna (fortunatamente verrà acquistata dalla Fondazione Cariverona), tagliate le risorse ai musei, depistati i fondi destinati al salvataggio dell'Ente Lirico Arena di Verona, attualmente commissariato, e si sta spingendo ora alla chiusura l'Accademia d'arte circense.
Senza contare che il primo atto del sindaco Tosi fu ovviamente quello di demolire la sede del csoa La Chimica, presso il quale si svolgevano concerti, si discuteva con filosofi del calibro di Franco Berardi o Luisa Muraro, scrittori, editori, intellettuali.
Verrà il giorno in cui volteremo pagina. Ma saremo capaci di invertire la tendenza alla brutalità?

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11.1.09

Attenuanti

Nell'orgia di panettone, questa notizia mi era sfuggita.
Vorrei dire "questa perla", se non mi venisse da vomitare.

Fonte: Corriere.it.

«La Reggiani resisteva
Sconto di pena a Mailat»



ROMA - Romulus Mailat, il romeno che la sera del 30 ottobre 2007 stuprò ed uccise la signora Giovanna Reggiani vicino alla stazione di Tor di Quinto, agì da solo. Ed ha avuto la condanna a 29 anni in primo grado e non l'ergastolo perché «la Corte, pur valutando la scelleratezza e l'odiosità del fatto, commesso in danno di una donna inerme e, da un certo momento in poi esanime, con violenza inaudita, non può non rilevare che omicidio e violenza sessuale sono scaturiti del tutto occasionalmente dalla combinazione di due fattori: la completa ubriachezza e l' ira dell' aggressore, e la fiera resistenza della vittima». Lo sostiene la motivazione della sentenza della Corte d'Assise presieduta da Angelo Gargani. (...) «In assenza degli stessi fattori - si legge - l'episodio criminoso, con tutta probabilità, avrebbe avuto conseguenze assai meno gravi».(...)
Cerco di capire: le attenuanti sarebbero:
  • l'ubriachezza. Ma allora, perché se la polizia mi trova a guidare ubriaco mi sequestra la patente? Dunque, nel caso causassi un incidente, l'ubriachezza dovrebbe costituire un'attenuante, allo stesso modo;
  • l'ira. No comment, ok?
  • infine, paradossalmente: la fiera resistenza della vittima. Come recita il paragrafo più sotto, se la vittima non avesse reagito le conseguenze con tutta probabilità sarebbero state meno gravi.
    Le donne sono avvertite: la prossima volta che subite un'aggressione, siate ragionevoli, non fate tanti strepiti, non ribellatevi, anzi, magari siate gentili, magari un po' provocanti, che vi costa... Con tutta probabilità vi andrà meglio.
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10.12.08

Ciao, Alexis!



Questi sono gli angeli neri che avrebbero dovuto permetterti di vivere sereno, andare a scuola, avere le stesse possibilità di tutti gli altri. Garantire la tua vita, la tua sicurezza.
Invece, piccolo fiore, sei stato reciso senza pietà.
Cosa avrai mai fatto di tanto brutto da essere condannato a morte, ragazzo?
Magari eri innamorato. Preoccupato per la scuola. Arrabbiato con un amico.
Non sei più tornato a casa, per consolarti tra le braccia di tua madre della grande paura che avevi provato. O forse eri troppo orgoglioso per ammetterla davanti ai tuoi genitori....

Ciao, Alexis. Provo dolore, rabbia, indignazione... ma prima di ogni altra cosa dolore.

Ciao, Alexis. ελευθερία!

.---.

5.12.08

Violenza contro chi amiamo

Più violenza sulle donne tra le mura domestiche
Dalle statistiche ricavate dall'Osservatorio nazionale violenza domestica e presentate oggi ai palazzi Scaligeri da Maria Luisa Tezza risulta che nel 2006 le vittime di questo genere di violenza erano 2.284 mentre sono diventate 2.397 nel 2007. Nel 61% dei casi si tratta di femmine, nel 39% di maschi.
Verona, 2 dicembre '08 - fonte: L'Arena


Un'occasione per riparlare di violenza quotidiana.
Sempre più spesso oggi le famiglie si trasformano in uno spazio in cui si instaurano pericolosi rapporti di forza, sui quali poi si perde il controllo.
Come raccontano gli studi sociologici sulla famiglia tradizionale patriarcale, un tempo i componenti della famiglia allargata avevano ciascuno una propria funzione determinata, e vi era perfino in ogni generazione un "capro espiatorio", funzionale all'equilibrio individuale e collettivo del resto della comunità.
Oggi, in una società generatrice di psicosi, la famiglia mononucleare nasce già intrinsecamente zoppa, perché prodotta da una situazione socio-economica e non da un'esigenza umana. Così, fragilissimo è l'equilibrio tra gli elementi che la costituiscono.
Il sito web dell'Osservatorio Nazionale Violenza Domestica è ricco di dati e documenti molto interessanti, che ci aiutano a farci un'idea anche della portata del "sommerso" ed offrono interessanti spunti di riflessione.

Purtroppo vi si trova un po' dappertutto scritte che recitano:
Tutti i dati e i grafici presenti sono di proprietà dell'Osservatorio Nazionale Violenza Domestica
L'utilizzo, anche parziale, deve essere prima autorizzato dal ONVD
E' vietata la riproduzione della presente pubblicazione, sotto qualsiasi forma, senza la preventiva autorizzazione scritta da parte dell’ISPESL
TUTTI I DIRITTI RISERVATI
quindi la cometa, a cui tale politica del diritto d'autore fa venire l'orticaria, si guarda bene dal chiedere il permesso e (di conseguenza) da citare dati o stralci di queste indagini.

Una riflessione che vi ho trovato, e a cui vorrei accennare comunque, riguarda i condizionamenti dei rapporti familiari in relazione al "potere economico"di ciascun componente.
  • Innanzitutto, la conquista dell'indipendenza economica da parte della donna crea due conseguenze dirette:
    1) la crisi del ruolo paterno: l'uomo perde la sua "necessità", la sua funzione di fonte economica primaria, quando non esclusiva; ora la donna può anche fare da sola.
    2)
    i bambini e le bambine possono ora rappresentare una limitazione per lo sviluppo professionale ed economico della madre.
  • Le persone anziane, perduta la funzione tradizionale di memoria storica, sono accettate o tollerate solo nella misura in cui sono produttive (o redditizie): cioè quando partecipano col loro reddito al budget familiare e sono attivi come baby sitter o aiuto domestico o lavorativo.
Mi pare evidente da questa riflessione che la messa in crisi dei valori costitutivi della famiglia - con buona pace di quel signore biancovestito (no, non è un ballerino!) tanto ascoltato e vezzeggiato dai cattolici e dai sedicenti laici della penisola tutta - abbia una stretta relazione con la penetrazione dei princìpi produttivisti nella sfera individuale.

Rimane una constatazione amara: che la frustrazione, la fragilità, la difficoltà ad essere all'altezza tende a sfogarsi in violenza verso le persone che potrebbero essere accoglienti, verso chi si fida, verso chi subisce (e talvolta accetta) di essere vittima senza reagire. Verso chi amiamo.
Peggio che un suicidio.

20.11.08

Ceci n'est pas un post.


A causa dei miei impegni, almeno fino alla fine del mese non scriverò più su questo blog.


Confesso che una breve interruzione mi fa piacere.
La mia percezione della realtà che mi circonda è arrivata al livello della nausea.



Sono stufo.

Stufo di registrare gli abusi dei nostri governi. Di chi, non pago di esercitare un potere pressoché assoluto (determinato dalle varie leggi elettorali con premio di maggioranza che si sono susseguite, a partire dal referendum del '93 in cui gli Italiani votarono a pecoroni senza prevedere l'effetto devastante che avrebbe avuto su una realtà politica disgregata in partitini e correntine), si accanisce nel ladrocinio costante delle risorse della società: il sistema sanitario, l'istruzione, lo stipendio e la pensione, il sistema radiotelevisivo.

Stufo del teatrino di marionette a cui la nostra politica ci ha assuefatto. Le finte gaffes del Buffone di Stato, per distrarre giornalisti e lettori golosi di idiozie, di scandaletti, di inezie; le proposte scandalose dei vari membri del Governo, poi ritrattate, infine inflitte dolcemente ma fermamente al docile popolo ammansito; gli show televisivi di personaggi dal passato torbido: golpisti e bancarottieri, mafiosi manovratori nell'ombra, truffatori legati a Cosa Nostra; le manovre trasversali, ora conosciute sotto il nome di inciuci, dai messaggi più o meno in codice ai pizzini in diretta tv del sen. Latorre.

Stufo dei giudici arroganti (ministrini e prelatoni) che ci condannano in processi sommari: noi fannulloni, terroristi, rapitori di bambini, assassini di feti o di pezzi di carne alimentati da una macchina. Stufo dell'informazione drogata e serva.

Stufo di questa progressiva mancanza di amore, di tenerezza, di complicità, di solidarietà. Stufo di questa legge della giungla, di questa violenza che tante volte Pasolini, con la sua esasperata sensibilità, aveva denunciato e di cui poi fu martire, ma che ora si mostra con tracotanza, con oscena compiaciuta esibizione di sé.
Violenza privata, violenza pubblica, violenza di uno stato che si auto-assolve e sceglie tra noi i suoi capri espiatori (vedi qui e qui).

Una società di morti.

-/-/-

Pensando a Niki, a Carlo e a tutti gli altri ragazzi.

12.11.08

Dei delitti e delle pene




Qualche vivace discussione in cui sono rimasto coinvolto in altri blog mi ha dato dato l'occasione per riflettere su una questione. Ho pensato di scriverne qui. Vediamo che ne viene fuori.



Si commentava la notizia della sentenza che ha condannato a 20 anni i tre minorenni che hanno violentato, picchiato ed ucciso una quattordicenne a Niscemi (Caltanissetta).
Ovviamente, ci sono stati diversi pareri del tipo: " tra un indulto, buona condotta e qualche sconto di pena si diplomano in carcere poi sono tutti fuori... ERGASTOLO (hanno ucciso) e ovviamente a lavorare per mantenersi la cella, mica li devo pagare io...".
Di questo genere di commenti, mi ha colpito il fatto prima di tutto che non erano più tre ragazzi di 15, 16 e 17 anni, non più tre persone reali, ma piuttosto tre mostri sanguinari. Da allontanare, da far scomparire, tanto che qualcuno/a ha perfino affermato di essere favorevole alla pena capitale, anche se non è arrivato/a ad invocarla esplicitamente contro di loro.
Ho avuto l'impressione che si avesse appiccicato sui tre l'immagine del Cattivo delle favole: personificazione della malvagità, della perfidia, per lui non c'è (non può esservi) né perdono né ravvedimento. Permettendomi della psicologia da rivistina da parrucchiere, sembrerebbe che molti non siano mai riusciti ad elaborare quella percezione infantile della dialettica tra bene e male. E' chiaro come la pena sia vissuta da molti come una giusta punizione, ossia una vendetta della società, invece che come rieducazione (con buona pace di Cesare Beccaria), perché si ritiene non esista possibilità di redenzione. Una visione dell'uomo ben triste...

La seconda cosa che ho notato è stata l'insistenza sull'aspetto economico: mantenere i tre in carcere. Parafrasi del famoso "...e io pago!"
Le due cose vanno sempre insieme. Come se il fatto che IO (non noi, beninteso) pago potesse darmi il diritto di decidere, di determinare una situazione, alla faccia di qualsiasi democrazia. Insomma: io ho comprato 1000 euro di diritti, tu 100? Decido io! Lei laggiù 2000? Eh, ma io pago, mica mi può passare avanti... altrimenti non pago più!
Che poi chi pronuncia il fatidico io pago non di rado, invece, sta imbrogliando: non so se l'avete notato, ma è una tipica dichiarazione da evasore fiscale. O da dipendente frustrato, che, se potesse, evaderebbe...
Anche qui, una ben misera considerazione della condizione umana...


Altro punto conteso, è stato quando l'amica Silvia ha osato tirare in ballo i genitori: quali responsabilità hanno nei confronti di un figlio che compie un'atrocità simile? Quale responsabilità mo0rale ha il genitore distratto, dedito eccessivamente al lavoro o alla sua realizzazione individuale, poco presente, cattivo maestro dei valori etici fondanti?
Mi rendo conto che la questione è molto delicata, ma le reazioni sono state di rifiuto da parte di molti. C'è chi ha fatto il discorso sociologico-razzista: visto che mostri del genere sono usciti anche da ottime famiglie, ne consegue che la trasgressione dell'adolescente può imprevedibilmente concretarsi nel fumarsi una canna tanto quanto nel violentare ed uccidere. (Questione di culo?)
La conclusione era la classica accusa: "Mi pare che in questa società si vada a dare sempre e troppa importanza ai diritti di chi commette delle tragedie e non si salvaguarda chi le subisce".
La solita melma: nessun tentativo di prevenzione, sempre e solo repressione.
Non sarà un filo (solo un filo, eh...) di coda di paglia?

24.10.08

Violenza (2)


L'uomo ha sempre avuto la violenza dentro di sé.
Ci sono libri, riti, psicoterapie, film per esprimerla, per liberarla in modo non pericoloso.
Religioni, regole, leggi, per controllarla, reprimerla, placarla.
L'umanità è stata eternamente impegnata nel controllo, nella canalizzazione di questa energia.
L'uomo che non si fa dominare dagli impulsi aggressivi può creare, può elaborare sistemi estremamente complessi, trova una strada che si avvia al superamento dei limiti umani conosciuti. L'uomo può sperimentare la sensazione del superamento della propria condizione. A condizione che non sia né distruttivo né depresso.
Non sono psicologo, né sociologo, né filosofo, non sono competente, perciò la mia analisi è per forza di cose semplicistica, riduttiva... Però è una risposta. Una chiave di lettura. Una griglia per permettermi di capire. Capire Cogne ed Erba, i bimbi nei cassonetti e Pietro Maso, i campi rom devastati ed i bimbi rom mandati a chiedere la carità con le gambe spezzate, la violenza, la violenza assurda, la violenza gratuita, la violenza contro i piccoli, gli indifesi, i deboli.
E quel senso di trionfo di chi ha inflitto la violenza.

Tento solo di dare una mia risposta.
Se ci provassero tutti a dare una loro risposta?

13.10.08

Violenza (1)


Perché tante persone scelgono la violenza?
Cosa offre aver sovrastato un altro corpo? Averlo colpito, ferito, forzato, violato, distrutto?
Non lo so. Non l'ho mai provato. Quando ho alzato le mani su qualcuno, poi non stavo bene. Nulla di cui essere orgoglioso.
Solo nell'incontro con l'altro, con l'altra, posso uscire dalla mia gabbia; posso provare la gioia di un sorriso scambiato, di uno sguardo d'intesa, di una parola dolce che riscalda il cuore; il brivido di scoprire un concetto, un'idea a me nuova; il piacere di una carezza, di una vicinanza che riscalda. La tenerezza, la fiducia, la comprensione, la compassione, il desiderio, l'amore.



Mi ha fatto pensare la notizia dei tafferugli creati dagli ultras italiani a Sofia. Non riesco a capire il motivo. Anzi: sono perfino affascinato dalla pura inutilità di questo gesto.
Mi ha fatto venire in mente il bellissimo La casa del silenzio di Orhan Pamuk. Nella vicenda raccontata da Pamuk, seguiamo passo passo il disagio crescente di un ragazzo, Hasan; un disagio non così lontano dall'alienazione degli altri personaggi, ma che in lui prende la strada irreversibile di una violenza tanto assurda, debole di motivazioni, autodistruttiva, quanto evitabile. Evitabile perché dietro a questo gesto, per Pamuk, c'è una manipolazione irresponsabile delle menti che ricade fuori controllo sugli anelli deboli della catena.
Fuori controllo? Fino ad un certo punto. I burattinai sanno che ci può scappare il morto, ma lo mettono nel conto dei rischi; anzi: spesso arrivano ad usare il morto per i propri scopi, per insinuare paura, per invocare rigore contro oppositori politici e stranieri, per creare nuovi anelli deboli.

P.S.: A proposito, guardate questa foto, della quale ringrazio n&o