Stimato direttore, a distanza di diversi giorni, anzi di oltre due settimane dal sisma che ci ha messo in ginocchio, a L’Aquila c’è già qualcuno che ha il modo di riutilizzare internet e scrivere a EFFEDIEFFE. Con tutte le cose che ci sono da fare... non è una cosa scontata, ma il troppo è troppo. In pochi giorni a L’Aquila, sono arrivati tutti... il presidente del consiglio e tutta la pletora di figuranti di destra sinistra e centro... martedì verrà il Santo Padre... e ora... anche il G8.
Cosa siamo diventati? Un luogo di pellegrinaggio? So che siamo pittoreschi... lo vedo coi miei occhi... gente vestita di stracci o abiti usati distribuiti dalla caritas, che sguazzano in campi di fortuna allestiti in ex campetti di calcio di periferia o paese... scarpe lorde di fango, occhi spauriti, anziani malati, donne incinte, bambini... ammassati in tende da 12, come animali da stalla, o in palloni ad uso sportivo. Donne anziane che debbono spogliarsi e lavarsi davanti a decine di persone, mamme che debbono fare la fila anche per portare in bagno i bambini, poi bagno... che parola grossa... un lurido cesso di plastica piazzato alla meno peggio... con il serbatoio chimico, puzzolente, malfermo, stretto... Intanto sui giornali tutto va bene... è tutto ripartito... sembra abbiano riaperto le scuole... gli uffici... ... la verità è che siamo come eravamo dopo tre giorni dal sisma: “in mezzo alla m…!!!”.
Intanto i media dopo i primi giorni di pietismo e lacrimucce stanno spegnendo le luci... la gente sui loro salotti cambia canale, perchè ci sono le finali di qualche “reality”… (ahahahah che cosa è la realtà???). La gente nei discorsi da bar dice già: “Cambiamo discorso ti prego... non ci voglio pensare...” ... ebbene lo si faccia... lasciateci in pace se non volete o potete aiutarci... almeno lasciateci in pace... viviamo in una città distrutta... l’intero centro storico è devastato, presidiato dall’esercito e blindato. Non possiamo tornare neppure a scavare sulle nostre case alla ricerca delle foto dei nostri figli o del nostro gatto di casa... io ho la casa ridotta ad una bottiglia rotta… inagibile... l’ufficio devastato... oltre un decennio di mutui da pagare su immobili da rottamare... una attività in proprio che non beneficerà dei mega appalti che già si stanno approntando a Roma, e qualche poveraccio di dipendente... disperato… spacciato… come me... come noi tutti.
Ma il governo che fa??? Ci rompe i c… invece di mandare container e baracche... che sono brutte; i cialtroni che ci governano... ci fa stare accampati, lontani da telecamere indiscrete e filtrando interviste non allineate... la città già blindata diventa totalmente bloccata ... ora pure il G8… perchè??? Per avere ancora più disagi...??? Per far arrivare anche qualche altro elemento di dissesto??? Non basta quello che ci ha riservato la vita? Il nostro destino non è già abbastanza miserando??? Dobbiamo rassegnarci anche alle più sordide e becere strumentalizzazioni bipartisan???
Sono arrivati a decine... a centinaia di volontari... con le loro telecamerine e fotocamere amatoriali... ridevano quando arrivavano… poi iniziano a parlare con noi... il loro sorriso sparisce… ne ho visti molti piangere... pediatri nelle tende pediatriche... piangere come vitelli, davanti a bambini che svengono ad ogni minima scossa dello sciame sismico che continua inesorabile... ho visto due bambini un bimbo di sei e una bimba di 8, che hanno perso la parola... semplicemente... non parlano più... Ho visto il terrore negli occhi di mio figlio, mentre i suoi giochi e i suoi mobili gli crollavano addosso, mentre le pareti si frantumavano e la polvere invadeva la casa, ho sentito le grida di terrore di mia moglie che nel buio del black out che è arrivato quasi subito non riusciva ad aprire la porta finestra che dà in giardino perchè gli infissi si sono deformati...
Mi sono spaccato i piedi camminando scalzo sui vetri della sala... bottiglie di vino, pezzi di mobili, ho dovuto sfondare tutto usando il mobile su cui allora mettevamo i CD... siamo usciti che la terra aveva smesso di tremare... e intorno la gente urlava nelle scale o fuori in strada... mentre l’odore di metano dalle condutture spaccate aveva invaso il quartiere. Ho visto tutto questo… e ringrazio il Signore, lo ringrazio perché pur avendo perso tutto, non ho perso nulla... ho con me mia moglie e mio figlio, non ho avuto lutti tra i parenti più stretti... m’è andata di lusso... e la cosa assurda è che non ho perso nè la lucidità, nè il disincanto… nè il coraggio... andremo avanti... siamo vivi... ripartiremo dal niente.... Se mai ci daranno soldi per ricostruire o meglio rabberciare quel che è scomparso per sempre... passeranno per banche, interessi agevolati, bonifici, fatture autorizzate da periti e finanzieri... siamo terremotati... non possiamo chiedere... possiamo solo accettare… o meglio subìre... ma subìre il nostro destino... non essere strumentalizzati in modo indegno... C’è chi di noi ha subito morti strazianti... poche dicono… sul totale delle popolazioni... (che bravi esperti...) poche... perché solo 300 morti... non sono niente...
…ma Cristina.. faceva l’infermiera nell’ospedale che è crollato... era al pronto soccorso... e ora è sotto terapia psichiatrica... non lavora più... è sconvolta... ha visto gente lasciata morire in rianimazione... perché era troppo malmessa... o anziana... mettevano a questi disgraziati un foglio di carta addosso attaccato col cerotto... e una X rossa a pennarello... il segno della condanna... c’erano troppi bambini... emorragie... teste spaccate, toraci schiacciati... e ora lei non dorme più... piange... piange sempre... non mangia... non sa più sorridere... Un mio vicino di casa, si è covinto di essere il prefetto questore... chiama i ministeri... parla da solo... è alloggiato in un campo nello stadio! del rugby... e veste lo stesso vestito doppio petto che indossa un dirigente in ufficio... con scarpe da ginnastica rosse però... da settimane... dice di non poter andare da altre parti o con parenti... perchè come prefetto è sempre reperibile…
Il dottore del terzo piano lavorava al sert... ora lavora in una tenda blu… dorme in macchina da settimane... lavora a turni, gira i campi a somministrare droghe ai tossici mischiati alla gente comune, per tenerli buoni… e somministra psicofarmaci a palate... neppure per lui ci sono posti in container... e ora però arriva il G8.
Non è giusto tutto questo... questo è troppo... scrivo da una roulotte davanti casa... ho collegato un tubo di acqua e un cavo di fortuna, passano attraverso una delle crepe che si sono squarciate sul mio muro di casa... ho collegato internet ricollegando la mia linea dalla chiostrina in strada... ho un bambino che mi ha detto: “papà... quando aggiusti la casa rotta???” Io gli ho risposto... che è troppo rotta… verranno dei signori tra un po’... e ne faranno scempio... hanno già iniziato le demolizioni... ruspe enormi... che spianano tutto... vicoli antichi… ricordi... suoni... mio figlio ha fatto quattro anni... e dice per telefono ai nonni... “nonno... nonno... io abito nella casa di plastica... perchè la casa di mattoni è troppo rotta... domani forse papà torna in casa coi pompieri e mi riprende il cartone dei mostri pelosi...”.
Capite il nostro nuovo mondo surreale??? No... so che non potete e forse non volete... so anche che in fondo è inesorabile... persino giusto... chissà... ma almeno chiedo il rispetto del nostro dolore... e per la p… ... lasciateci in pace... lasciateci dignitosamente abbandonati a decisioni più grandi di noi... soli coi nostri drammi, le nostre paure... i nostri rimpianti... ma almeno ci si lasci la dignità. Gli aquilani non hanno l’indole dei piagnoni... non siamo un popolo di sciatti questuanti... siamo un popola chiuso, malfidato, ma onesto, coraggioso... saremo ex pecorai transumanti e contadini di pedemonte... ma non siamo gente vile... rivendichiamo il diritto alla verità... alla dignità... porca p…!!!
Io direttore le chiedo un favore... venga a L’Aquila anche Lei... venga a vedere... usi la sua redazione perchè non si spenga la luce su questa nostro unico bisogno... non chiedo una raccolta fondi del c… ... non chiedo aiuti per me o per la mia famiglia in roulotte... (ho dovuto pagarla in contanti... usata... settemilatrecento euro e per fortuna che li ho racimolati tra parenti e amici...) chiedo un suo articolo... dopo che avrà visto i nostri sguardi... sentito le nostre voci... se vorrà venire... cercherò di farla stare meglio che si potrà... magari non in tenda... perché ci sono già gastroenteriti e polmoniti virali... ma la prego... prego la redazione... non dimenticateci... date voce alla nostra prima necessità... la dignità di esseri umani.
Una lettera che mi ha impressionato. Non so caro Cometa, ho anche testimonianze dirette(sai che io ho vissuto in quelle parti) che non parlano in questi termini.
Comunque sia, la cosa più grave e che pochi dicono è che questo governo, per la ricostruzione, ha scavalcato gli enti locali. La trovo di un arroganza colossale, al limite dell'autoritarismo. Vergognoso!
Caro Incarcerato, è un discorso complicato. Non credo che quello che c'è scritto sia "tutta la verità". Credo che sia una percezione, sconvolta e piena di rabbia, di un uomo di fronte al dolore, alla realizzazione della perdita, della solitudine, dell'abbandono, dell'incomprensione. C'è l'invidia per chi il terremoto non l'ha subìto. Quello che è importante, per me, anche se non l'ho scritto a commento della lettera, è percepire il sentimento di questa persona, la sua sensibilità nel notare la depressione, la sconfitta negli altri. Cioè, c'è la persona psicologicamente forte, che affronta il disastro conservando la sua integrità e dignità, ma c'è pure chi urla la propria incapacità ad accettare tutto ciò, prima di essere sommerso dalla depressione. Io volevo mostrare queste due dimensioni: quella della realtà e quella della elaborazione interiore; e come si intersecano e influenzano a vicenda. Volevo mostrare un uomo sconfitto. Non importa perché. In questo mondo perbenista, dove sotto il tappeto si accumulano montagne di spazzatura, bisogna vedere il dolore. Perché, in ultima analisi, qualsiasi sia la causa o il modo di manifestarsi, il dolore è sempre uno. Terremotati, disoccupati, morti sul lavoro, immigrati respinti o maltrattati, donne picchiate, bambini abusati: diverse forme, un solo dolore. Se il dolore è uno, essere vicini ai fratelli abruzzesi come ai fratelli rom o sudanesi. Sentire il dolore di ognuno, perché potrebbe essere il proprio. Un abbraccio, cometa
sembrano i racconti che faceva il fidanzato di una cara amica che era stato in missione in Bosnia.... le stesse tragedie... lo stesso orrore... solo che nessuno per fortuna ha pensato di farci il g8 a sarajevo.
....la realtà fa sempre paura..i politici hanno fatto del terremoto un'occasione di visibilità e anche questa è una verità! Un'altra verità è che ci sono stati tantissimi errori e che si continuano a fare purtroppo!Si parla di ricostruzione e si individuano i luoghi ma sono luoghi che smembreranno la città...ci saranno piccoli satelliti lontano da quello che era L'Aquila e li presentano come realtà che nel futuro diventeranno campus per l'Università...bugia..anche questa è una verità...forse è meglio non contimuare....e stare a vedere fin dove questo governo pagliaccio vuole arrivare!
Caro Cometa, hanno ragione gli Aquilani!! Almeno la dignità... con il G8 hanno superato se stessi... Ho sentito da persone che sono entrate nel mio negozio(sono a 50 km dall'Aquila) storie simili se non peggiori...Dormire in tenda con bambini piccoli, tende da 8/10/12 persone con i materassi bagnati per l'umidità...bambini che si ammalano, carenza di igiene, quello che vediamo in tv è solo il meglio, quello che vogliono farci vedere... e sempre meno ... Dal Dolore si fugge sempre ...purtroppo....
Sentire il dolore di ognuno, perché potrebbe essere il proprio.
"...La carretta procede laggiù in fondo, è una barca che si inabissa nel diluvio, cadrà tutto, sembra che l'uomo stia spronando il mulo appsta, ed è solo la fretta di raggiungere quel leccio, almeno ci proteggiamo dal più grosso. Finalmente sono arrivati, uomo, carretto e mulo, mentre la donna è anora qua, inciampa nel fango, non può correre, sveglierebbe il bambino, così è fatto il mondo, che certi non si accorgono del dolore altrui, anche quando sono tanto vicini come madre e figlio..." Tratto da :Una terra chiamata Alentejo di Josè Saramago
E' questo il problema cometa, che non siamo più sensibili al dolore altrui, neanche se ce lo urlano nelle orecchie come ha fatto il signore della lettera che hai postato.
Post che mette semplicemente i brividi per come racconta ciò che nessuno vuole dire. Grazie per averla pubblicata ed avermi dato la possibilità di leggerla.
p.s. torno da una settimana tra Ministeri e incontri vari e sono un po' stanchino. Al post successivo sulla laicità replicherò nei prox giorni. Su certi temi anche io non sono molto bravo a sintetizzare ;-)
8 commenti:
E' incredibile, hai fatto bene a pubblicarla anche tu.
Una lettera che mi ha impressionato. Non so caro Cometa, ho anche testimonianze dirette(sai che io ho vissuto in quelle parti) che non parlano in questi termini.
Comunque sia, la cosa più grave e che pochi dicono è che questo governo, per la ricostruzione, ha scavalcato gli enti locali. La trovo di un arroganza colossale, al limite dell'autoritarismo. Vergognoso!
Caro Incarcerato, è un discorso complicato.
Non credo che quello che c'è scritto sia "tutta la verità". Credo che sia una percezione, sconvolta e piena di rabbia, di un uomo di fronte al dolore, alla realizzazione della perdita, della solitudine, dell'abbandono, dell'incomprensione. C'è l'invidia per chi il terremoto non l'ha subìto.
Quello che è importante, per me, anche se non l'ho scritto a commento della lettera, è percepire il sentimento di questa persona, la sua sensibilità nel notare la depressione, la sconfitta negli altri.
Cioè, c'è la persona psicologicamente forte, che affronta il disastro conservando la sua integrità e dignità, ma c'è pure chi urla la propria incapacità ad accettare tutto ciò, prima di essere sommerso dalla depressione.
Io volevo mostrare queste due dimensioni: quella della realtà e quella della elaborazione interiore; e come si intersecano e influenzano a vicenda.
Volevo mostrare un uomo sconfitto. Non importa perché.
In questo mondo perbenista, dove sotto il tappeto si accumulano montagne di spazzatura, bisogna vedere il dolore. Perché, in ultima analisi, qualsiasi sia la causa o il modo di manifestarsi, il dolore è sempre uno. Terremotati, disoccupati, morti sul lavoro, immigrati respinti o maltrattati, donne picchiate, bambini abusati: diverse forme, un solo dolore. Se il dolore è uno, essere vicini ai fratelli abruzzesi come ai fratelli rom o sudanesi. Sentire il dolore di ognuno, perché potrebbe essere il proprio.
Un abbraccio, cometa
sembrano i racconti che faceva il fidanzato di una cara amica che era stato in missione in Bosnia.... le stesse tragedie... lo stesso orrore... solo che nessuno per fortuna ha pensato di farci il g8 a sarajevo.
....la realtà fa sempre paura..i politici hanno fatto del terremoto un'occasione di visibilità e anche questa è una verità! Un'altra verità è che ci sono stati tantissimi errori e che si continuano a fare purtroppo!Si parla di ricostruzione e si individuano i luoghi ma sono luoghi che smembreranno la città...ci saranno piccoli satelliti lontano da quello che era L'Aquila e li presentano come realtà che nel futuro diventeranno campus per l'Università...bugia..anche questa è una verità...forse è meglio non contimuare....e stare a vedere fin dove questo governo pagliaccio vuole arrivare!
Caro Cometa,
hanno ragione gli Aquilani!!
Almeno la dignità... con il G8 hanno superato se stessi...
Ho sentito da persone che sono entrate nel mio negozio(sono a 50 km dall'Aquila) storie simili se non peggiori...Dormire in tenda con bambini piccoli, tende da 8/10/12 persone con i materassi bagnati per l'umidità...bambini che si ammalano, carenza di igiene,
quello che vediamo in tv è solo il meglio, quello che vogliono farci vedere... e sempre meno ...
Dal Dolore si fugge sempre ...purtroppo....
Sentire il dolore di ognuno, perché potrebbe essere il proprio.
"...La carretta procede laggiù in fondo, è una barca che si inabissa nel diluvio, cadrà tutto, sembra che l'uomo stia spronando il mulo appsta, ed è solo la fretta di raggiungere quel leccio, almeno ci proteggiamo dal più grosso.
Finalmente sono arrivati, uomo, carretto e mulo, mentre la donna è anora qua, inciampa nel fango, non può correre, sveglierebbe il bambino, così è fatto il mondo, che certi non si accorgono del dolore altrui, anche quando sono tanto vicini come madre e figlio..."
Tratto da :Una terra chiamata Alentejo di Josè Saramago
E' questo il problema cometa, che non siamo più sensibili al dolore altrui, neanche se ce lo urlano nelle orecchie come ha fatto il signore della lettera che hai postato.
Post che mette semplicemente i brividi per come racconta ciò che nessuno vuole dire.
Grazie per averla pubblicata ed avermi dato la possibilità di leggerla.
p.s. torno da una settimana tra Ministeri e incontri vari e sono un po' stanchino. Al post successivo sulla laicità replicherò nei prox giorni. Su certi temi anche io non sono molto bravo a sintetizzare ;-)
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